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Terremoto giudiziario in Calabria: blitz all’alba nella Sibartide con 41 arresti e scatta la misura cautelare per il sindaco di Corigliano-Rossano accusato di presunto patto elettorale

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Gazzella dei Carabinieri del ROS schierata durante un'operazione antimafia in Calabria
I Carabinieri del ROS e del Comando provinciale di Cosenza hanno eseguito le misure cautelari su disposizione della DDA · Illustration: AI-generated image (Gemini)

Un’operazione antimafia coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Catanzaro ha portato all’arresto ai domiciliari con braccialetto elettronico del sindaco di Corigliano-Rossano Flavio Stasi. La clamorosa svolta giudiziaria si inserisce nell’inchiesta per la quale in Calabria sindaco arrestato voto di scambio è diventato il centro nevralgico di un blitz con 41 misure cautelari complessive.

I Carabinieri del Ros e del Comando provinciale di Cosenza hanno fatto scattare il blitz all’alba, notificando il provvedimento restrittivo firmato dal giudice per le indagini preliminari. Il capo d’imputazione contestato al primo cittadino è lo scambio elettorale politico-mafioso, con la specifica circostanza aggravante derivante dalla vittoria alle urne nelle elezioni comunali dell’8 e 9 giugno 2024.

L’indagine descrive una presunta promessa di favori occupazionali in cambio del supporto elettorale della criminalità organizzata del territorio rossanese.

Stando agli elementi raccolti dalla Procura, l’intesa avrebbe visto il coinvolgimento diretto di Annibale Matalone, indicato dagli inquirenti come esponente di spicco della mala locale e destinatario di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere. In cambio di un pacchetto di preferenze, sarebbero state prospettate assunzioni per Matalone e per i suoi familiari nell’organico del Comune, all’interno dei servizi cimiteriali o in società ed enti partecipati dell’amministrazione.

Le intercettazioni e il ruolo dell’intermediario

Il ponte tra il comitato elettorale e gli ambienti criminali sarebbe stato garantito da Vincenzo Curia, finito a sua volta agli arresti domiciliari con l’accusa di aver fatto da intermediario nella trattativa. Gli inquirenti hanno tracciato gli spostamenti e le relazioni dei soggetti coinvolti attraverso attività tecniche mirate.

Le prove documentali poggiano su pedinamenti, telecamere di videosorveglianza e intercettazioni telefoniche e ambientali disposte durante la campagna elettorale.

  • Il pranzo del 6 maggio: un appuntamento conviviale durante il quale i partecipanti avrebbero concordato le strategie per canalizzare i voti e le relative contropartite lavorative.
  • L’incontro del 16 maggio: un faccia a faccia monitorato nei pressi del comitato elettorale del candidato sindaco, ritenuto decisivo per il consolidamento del patto.
  • I dialoghi sulla mobilitazione: conversazioni registrate che documentano il concreto attivismo di Matalone nel procurare consensi porta a porta sul territorio.

Il nodo delle prove e l’assenza di contatti diretti

Un passaggio centrale delineato dagli stessi investigatori riguarda l’assenza di registrazioni dirette: non risultano intercettazioni audio tra Stasi e Matalone. Nonostante questo dettaglio, il gip ha ritenuto che il quadro indiziario raccolto tramite terzi e riscontri visivi fosse sufficientemente grave e coerente per applicare la misura cautelare.

Sotto il profilo strettamente giuridico, la configurazione dell’art. 416-ter del codice penale non richiede l’effettiva concretizzazione delle promesse. Il reato scatta con l’accordo stesso, a prescindere dal fatto che i contratti di lavoro ipotizzati siano stati poi formalizzati o meno dagli uffici competenti.

Tutti gli indagati restano coperti dalla presunzione di innocenza fino all’eventuale sentenza definitiva, mentre i rispettivi collegi difensivi preparano il ricorso al Tribunale del Riesame per contestare l’ordinanza.

💡 L’intervento dell’autorità giudiziaria nella Sibartide conferma il livello di penetrazione che le consorterie cercano di esercitare sugli appuntamenti elettorali locali.

🔍 La tenuta dell’impianto accusatorio dovrà ora superare la verifica dell’interrogatorio di garanzia e l’analisi dei giudici del Riesame sulle intercettazioni indirette.

📌 Il contraccolpo istituzionale sul comune di Corigliano-Rossano apre scenari complessi sulla continuità amministrativa di uno dei centri più popolosi dell’intera regione.

👇 Cosa ne pensi dell’impatto di questa inchiesta sugli equilibri amministrativi calabresi? Esprimi la tua opinione nei commenti.

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