NotizieNew
Tito Cortese si è spento all’età di 93 anni: chi era lo storico volto del Tg2 che ha rivoluzionato la tv pubblica
- Il giornalista Tito Cortese, storico conduttore del Tg2, è scomparso a Roma all'età di 93 anni.
- In Rai ha ideato e condotto il programma di prima serata «Di tasca nostra», incentrato sui diritti dei consumatori.
- Tra i suoi numerosi incarichi, ha diretto il quotidiano palermitano «L'Ora» e ha co-fondato Federconsumatori.
Summary is AI-generated, newsroom-reviewed
Tito Cortese è stato un autorevole giornalista del Tg2 e pioniere dell'informazione sui diritti dei cittadini con il programma «Di tasca nostra». Nella sua carriera ha diretto anche il quotidiano «L'Ora» e ha partecipato alla nascita di Federconsumatori.
Was this useful? Share your thoughts in the comments
532 reads today
Valeria Marini e Giancarlo Danto: tutta la verità sul loro legame dopo le pesanti accuse scoppiate nella Casa del GF Vip
Il giornalista Tito Cortese si è spento a Roma all’età di 93 anni. La notizia della scomparsa dell’ex conduttore della seconda rete Rai è circolata rapidamente sui feed social e sui circuiti d’agenzia, rilanciata da colleghi e osservatori dei media. Cortese è stato il pioniere di un’informazione televisiva schierata con i diritti dei cittadini, capace di portare il rigore economico nelle case di milioni di persone senza mediazioni complesse.
Come ha reso noto Adnkronos, il cronista ha attraversato oltre mezzo secolo di giornalismo italiano, spaziando dalla carta stampata al Giornale Radio Rai, fino alla guida del quotidiano siciliano «L’Ora». La sua popolarità resta però legata a doppio filo alla stagione d’oro del Tg2, dove unì la conduzione in video alla responsabilità della redazione economico-sindacale.
Dalla corrispondenza estera a Bonn alla guida del Tg2
Nato a Venezia il 3 gennaio 1933, Tito Cortese ha mosso i primi passi nella redazione locale de «L’Avvenire d’Italia» durante gli anni di studio in Lettere all’Università di Padova. Nel 1956 il trasferimento nella Capitale ha segnato una svolta: assunto nella redazione romana de «Il Gazzettino», ha ricoperto i ruoli di vaticanista, resocontista parlamentare, inviato ed editorialista, prima di seguire la politica interna per «La Gazzetta del Popolo» di Torino.
Nel 1966 si sono aperte le porte dell’azienda di viale Mazzini. Dopo l’esordio al Giornale Radio, l’inviato ha intrapreso un lungo percorso nelle sedi internazionali. Dal 1970 ha raccontato le prime tappe della Comunità europea da Bruxelles. Due anni più tardi, nel 1972, è diventato il corrispondente Rai da Bonn, allora capitale della Germania Ovest, restandovi fino al 1977.
Rientrato a Roma, il cronista veneto è approdato al telegiornale della seconda rete. In quegli anni di profonda trasformazione dell’informazione, ha assunto il doppio incarico di caporedattore economico-sindacale e di conduttore dell’edizione serale del notiziario, imponendosi come uno dei volti più autorevoli e rassicuranti dello schermo.
Il caso Di tasca nostra e la televisione al servizio dei cittadini
L’intuizione più dirompente della carriera televisiva di Tito Cortese è nata proprio dalla sua rubrica economica. Il giornalista ha ideato e guidato «Di tasca nostra», una trasmissione che portava in prima serata i temi del mercato, dei servizi e dei prezzi.
Come evidenziato anche da Notizie.it, il programma si distinse subito per una formula inedita: il pubblico partecipava con interventi in diretta e le inchieste affrontavano argomenti spinosi senza sconti. Per la prima volta la televisione pubblica adottava il punto di vista del consumatore e dell’utente, attirando l’attenzione delle famiglie ma anche le frizioni del mondo politico e industriale.
L’attività televisiva di Cortese non si è limitata ai consumi. Su Rai 3 ha firmato e condotto la rubrica esteri «Atlante» e ha partecipato alla realizzazione della trasmissione «Posto pubblico nel verde», mantenendo saldo il principio di un servizio radiotelevisivo utile alla comunità.
La direzione de L’Ora e l’impegno sindacale nella società civile
Alla fine del 1988 il giornalista ha lasciato il video per raccogliere una sfida editoriale complessa: la direzione del quotidiano palermitano «L’Ora», incarico che ha guidato con determinazione fino al 1991. Nei decenni successivi ha collaborato con grandi testate come «Corriere della Sera», «Paese Sera», «L’Europeo» e «L’Unità».
Proprio sulle pagine de «L’Unità», insieme al collega Carlo Ricchini, ha dato vita all’inserto «Il Salvagente», divenuto in seguito una testata indipendente interamente dedicata alla difesa dei cittadini. Cortese ha poi diretto la rivista «LiberEtà», ha curato la serie didattica «Enciclopedia dei diritti» nel 2001 per Rai Educational e ha pubblicato analisi politiche fino al 2017 sul mensile «Nuovo Consumo».
Accanto alla macchina redazionale, l’attività sindacale e civile ha scandito tutta la sua vita. Consigliere nazionale della Federazione nazionale della stampa italiana, nel 1980 ha promosso con il giurista Stefano Rodotà e con Vincenzo Vita la nascita del movimento Iride per la comunicazione di massa. Ha partecipato alla fondazione di Federconsumatori e della Fondazione Icu, ricoprendo infine tra il 1994 e il 1995 la presidenza del Comitato nazionale per i referendum sulla legge Mammì.
I dettagli su eventuali cerimonie commemorative non sono stati resi noti nelle comunicazioni diffuse dalle agenzie di stampa.
Quale ricordo conservate delle inchieste pionieristiche e delle serate informative guidate da Tito Cortese sul piccolo schermo?
Frequently asked
Dove e a che età è morto Tito Cortese?
Il giornalista Tito Cortese si è spento a Roma all'età di 93 anni.
Che cos'era il programma Di tasca nostra?
Era una trasmissione di prima serata ideata da Cortese che affrontava i temi del mercato, dei servizi e dei prezzi dando spazio a inchieste e interventi in diretta dei cittadini.
Quali testate giornalistiche ha diretto Tito Cortese?
Ha guidato il quotidiano palermitano «L'Ora» tra il 1988 e il 1991 e ha diretto la rivista «LiberEtà».
Prefer this source in Google

1
2
3
4