Venezia, il patto segreto lungo 20 anni in L’estranea: Jasmine Trinca svela la sfida con Bruni Tedeschi

Jasmine Trinca alla Mostra del Cinema di Venezia per il film L'estranea
Jasmine Trinca interpreta Anna Colonna nel film L'estranea diretto da Paolo Strippoli.

Alla Mostra del Cinema di Venezia debutta in Concorso L’estranea, la nuova opera del regista Paolo Strippoli. Al centro dell’intreccio c’è Anna Colonna, interpretata da Jasmine Trinca, una donna che custodisce un segreto inconfessabile.

Per due decenni Anna ha nascosto alla figlia Alice, impersonata da Romana Maggiora Vergano, la verità su cui poggia l’intera stabilità familiare. A seguito di un grave incidente infantile della ragazza, la madre scelse infatti di stringere un accordo con una figura enigmatica: l’Estranea, a cui presta il volto Valeria Bruni Tedeschi.

Il patto nascosto e l’illusione del controllo materno

Quell’accordo originario ha innescato una reazione a catena in cui ogni tentativo di rimediare agli errori ne genera di nuovi. La pellicola indaga le conseguenze estreme del convincimento materno di sapere cosa sia meglio per la prole.

Trinca, madre nella vita reale di Elsa nata nel 2009, traccia un netto confine tra il proprio approccio personale e quello del personaggio. L’attrice rivendica la propria imperfezione quotidiana, lontana dall’archetipo della madre sacrificale, descrivendo Anna come una figura dominata dall’esigenza di proiettare se stessa sul mondo circostante.

Il nodo centrale dell’opera si sviluppa attorno al concetto di controllo travestito da tutela. Quando la protezione si trasforma in gabbia, la maternità scivola nel possesso e nella manipolazione inconsapevole.

Venezia, il patto segreto lungo 20 anni in L'estranea: Jasmine Trinca svela la sfida con Bruni Tedeschi

Trinca delinea inoltre una separazione netta tra il senso di colpa e la responsabilità attiva. La colpa rimane confinata in una dimensione sterile legata al passato, mentre la responsabilità impone un confronto diretto con il presente per sanare le ferite create.

Jasmine Trinca Romana Maggiora Vergano e Valeria Bruni Tedeschi
Jasmine Trinca, Romana Maggiora Vergano e Valeria Bruni Tedeschi.

L’incontro sul set e la dimensione anarchica

Tre declinazioni del femminile

Le protagoniste incarnano percorsi divergenti di fronte alla crisi: la fuga dai binari prestabiliti, l’auto-annientamento causato dal bisogno di comando e l’ascolto delle pulsioni più oscure. Quest’ultima dimensione emerge proprio nel personaggio di Valeria Bruni Tedeschi.

Il confronto professionale tra Trinca e Bruni Tedeschi ha generato dinamiche non previste in fase di sceneggiatura. La collaborazione ha aperto uno spazio di lavoro definito anarchico, dove la recitazione si è trasformata in un contatto umano immediato e privo di difese intellettuali.

Il rapporto tra Anna e l’Estranea ha superato l’impostazione originale, trovando un culmine concreto fin dalla sequenza ambientata nella chiesa con la battuta «Chi sei tu, se non sono io?». L’interazione scenica tra le due attrici si è così evoluta in un legame fortemente corporeo, carnale e intriso di tensione fisica.

Jasmine Trinca e Valeria Bruni Tedeschi
Jasmine Trinca e Valeria Bruni Tedeschi.

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