Alexander Zverev conquista gli Us Open battendo lo statunitense Ben Shelton per 6-3 7-6 5-7 6-2 in tre ore e trentatré minuti di gioco. Il successo regala al tennista tedesco il secondo Slam stagionale dopo il trionfo al Roland Garros e riapre ufficialmente il confronto per la vetta mondiale con Jannik Sinner.
A Flushing Meadows il numero due del ranking ha mostrato una maturità tattica superiore, concedendo le briciole nei momenti caldi del match. La sfida ha confermato la solidità del ventinovenne di Amburgo, capace di archiviare l’amarezza per la finale persa a Wimbledon proprio contro Sinner e di cancellare definitivamente i fantasmi newyorkesi del 2020.
Molti osservatori ritenevano che il tedesco dipendesse in modo esclusivo dal rendimento della prima palla, ma la finale contro l’idolo di casa ha smentito questa convinzione comune.
Una tenuta difensiva costante da fondo campo e la precisione nella gestione dei punti decisivi rappresentano il vero spartiacque nei match al meglio dei cinque set, specialmente quando la battuta non regala percentuali straordinarie.
Zverev ha saputo limitare i rischi e disinnescare l’esuberanza atletica dell’avversario, imponendo scambi controllati e approfittando degli errori non forzati nei momenti cruciali del tie-break del secondo parziale.
Alexander Zverev campione degli Us Open
La storica doppietta Slam e l’eredità tedesca
Con questo titolo Zverev diventa il quarto tennista della Germania a imporsi a New York. Nel singolare maschile l’unico precedente portava la firma di Boris Becker nel 1989, a cui si aggiungono le storiche vittorie al femminile di Steffi Graf negli anni 1988, 1989, 1993, 1995, 1996 e l’acuto di Angelique Kerber nel 2016.
La vittoria inserisce Zverev in una ristretta cerchia di campioni nell’Era Open capaci di centrare l’accoppiata Parigi-New York nello stesso anno solare. Prima di lui ci erano riusciti autentici colossi della racchetta:
- Rod Laver (1969) e Guillermo Vilas (1977)
- Ivan Lendl (1986, 1987) e Mats Wilander (1988)
- Andre Agassi (1999)
- Rafael Nadal (2010, 2013, 2017, 2019)
- Novak Djokovic (2023) e Carlos Alcaraz (2025)
Il successo odierno ripaga il tedesco della clamorosa rimonta subita da Dominic Thiem sul cemento dell’Arthur Ashe Stadium nel 2020, quando arrivò a servire per il titolo avanti 5-3 nel quinto set prima di cedere.
Il percorso di Ben Shelton e il digiuno statunitense
Per Ben Shelton resta l’amarezza di aver accarezzato il primo trionfo Major della carriera davanti al proprio pubblico. Il ventitreenne americano ha disputato due settimane ad altissima intensità, eliminando in serie avversari ostici come Griekspoor, Hurkacz e Shapovalov prima di superare Carlos Alcaraz e Frances Tiafoe.

La sconfitta allunga a 23 anni l’attesa del tennis maschile a stelle e strisce negli Slam: l’ultimo successo americano rimane quello di Andy Roddick proprio a New York nel 2003. Nonostante la finale persa, Shelton entra stabilmente nell’élite del circuito mondiale scalando la classifica.
Il torinese in campo contro il numero uno del mondo
Come cambia la classifica ATP tra vertice e italiani
La conclusione dell’ultimo Major della stagione ridisegna le gerarchie mondiali e infiamma la Race verso le ATP Finals. Jannik Sinner difende il primato nella graduatoria con 11.500 punti, ma il vantaggio sul tedesco si riduce a meno di 2.000 lunghezze. Zverev balza infatti al comando della Race stagionale con 8.650 punti contro i 7.950 dell’azzurro.
Le nuove posizioni nella top ten mondiale
Dietro ai primi due della classe Carlos Alcaraz difende il terzo gradino del podio con 5.560 punti, tallonato direttamente da Ben Shelton che si attesta al numero 4 con 4.680 punti. Continua intanto l’ottimo rendimento per l’Italia grazie a Flavio Cobolli, saldo al settimo posto.
| Giocatore | Punti ATP |
|---|---|
| Jannik Sinner | 11.500 |
| Alexander Zverev | 9.690 |
| Carlos Alcaraz | 5.560 |
| Ben Shelton | 4.680 |
| Felix Auger-Aliassime | 3.890 |
| Daniil Medvedev | 3.770 |
| Flavio Cobolli | 3.720 |
| Frances Tiafoe | 3.380 |
| Novak Djokovic | 2.980 |
| Lorenzo Musetti | 2.255 |
Se Medvedev guadagna due posizioni attestandosi al sesto posto e Tiafoe raggiunge il suo best ranking all’ottavo, la notizia più rilevante sul fronte storico riguarda Novak Djokovic. Il fuoriclasse serbo scende in dodicesima posizione con 2.980 punti, uscendo dai primi dieci del mondo a distanza di otto anni dall’ultima volta. Battuta d’arresto anche per Lorenzo Musetti, che indietreggia fino alla ventesima piazza.
📱 La volata per la leadership mondiale è entrata nel vivo con il duello serrato tra Zverev e Sinner.
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