Le commemorazioni per gli attentati dell’11 settembre 2001 vedranno l’aggiunta di un settimo momento di silenzio e di un settimo rintocco di campana. Oltre ai 2.977 nomi delle vittime degli schianti, vengono ricordati migliaia di primi soccorritori e lavoratori esposti per settimane a una nube di veleni cancerogeni a Lower Manhattan.
A distanza di anni, oltre 170mila pagine di documenti interni e rilevazioni dell’epoca sono state desecretate su disposizione del sindaco di New York, Zohran Mamdani. Gli atti testimoniano la discrepanza tra le rassicurazioni ufficiali delle autorità e la reale composizione chimica dell’aria nell’area del crollo.
I soccorsi a Ground Zero all’indomani degli attentati dell’11 settembre 2001.
L’ordine ai vigili del fuoco e le rassicurazioni di Rudy Giuliani
Nei giorni immediatamente successivi all’attacco alle Torri Gemelle, l’amministrazione guidata dall’allora primo cittadino Rudy Giuliani esortò a una rapida ripresa delle normali attività. Ai residenti e a chi operava a Ground Zero venne comunicato che l’aria fosse del tutto priva di rischi.
I documenti inediti rivelano come i vertici cittadini arrivarono a scoraggiare esplicitamente i pompieri dall’uso dei respiratori, negando la presenza di amianto disperso. Al contrario, i rilievi tecnici registravano concentrazioni elevate di polveri tossiche e caustiche in tutta la zona circostante.
I dati sanitari: 57mila diagnosi di tumore
Il bilancio sanitario certifica gli effetti di quello che Mamdani ha definito un insabbiamento sistematico. A giugno 2026, gli iscritti al World Trade Center Health Program, il piano di assistenza medica federale istituito nel 2011, hanno raggiunto quota 140mila persone.
All’interno di questo gruppo, a oltre 57mila individui è stata diagnosticata una patologia oncologica riconducibile all’inalazione dei fumi. I dati ufficiali aggiornati a marzo 2024 indicano che circa 7mila persone registrate al programma sono decedute a causa delle malattie contratte sul sito.
L’area del World Trade Center coperta dalle macerie e dalle polveri dopo il crollo.
Le concentrazioni di amianto e la nota interna della Sanità
Le misurazioni effettuate tra ottobre e novembre del 2001 confermano la presenza nell’aria di amianto e composti alcalini ad alta causticità. Questa esposizione cronica ha provocato nei residenti e nel personale di emergenza emorragie nasali, asma fulminante, dermatiti persistenti e neoplasie maligne.
I faldoni contengono anche comunicazioni riservate del dipartimento sanitario: mentre Giuliani dichiarava pubblicamente sicuro il rientro dei cittadini nei propri appartamenti, una nota firmata dalla vice commissaria alla Sanità stabiliva internamente che la qualità dell’aria a Manhattan non presentava i requisiti minimi per consentire il ritorno alle abitazioni.



