Voto anticipato a maggio e stop agli assenteisti: i dati e la strategia di Meloni per le liste

Voto anticipato a maggio e stop agli assenteisti: i dati e la strategia di Meloni per le liste
Voto anticipato a maggio e stop agli assenteisti: i dati e la strategia di Meloni per le liste

La trasferta a Policoro, tra gli stabilimenti balneari e i campi della Basilicata colpiti da una violenta tromba d’aria, segue di poche ore il comizio per il traguardo dell’esecutivo a Bari. Durante il confronto con i dirigenti locali di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni ragiona apertamente sulla tenuta del governo e sul percorso della legislatura.

Nei corridoi di Palazzo Chigi sono stati commissionati sondaggi riservati per misurare il gradimento dell’esecutivo e monitorare i movimenti interni al centrodestra. Il timore principale è restare bloccati nelle sabbie mobili del compromesso politico continuo.

La finestra tra maggio e giugno contro l’ipotesi 2027

L’opzione di chiudere anticipatamente la legislatura punta a una finestra elettorale precisa, compresa tra maggio e giugno, in abbinamento alle elezioni amministrative. Questa accelerazione consentirebbe di anticipare sia la riorganizzazione del campo largo guidato da Schlein e Conte, sia le manovre del generale Vannacci.

Dal Forum di Cernobbio, l’ex paracadutista ha ribadito a Bloomberg di non avere contatti formali con i vertici del centrodestra. La sua intenzione dichiarata resta quella di consolidarsi all’opposizione per poi puntare direttamente alla guida del governo, uno schema che spinge Meloni a valutare l’anticipo del voto per sbarrargli il passo.

Questa linea trova la ferma resistenza dei due vicepremier, Antonio Tajani e Matteo Salvini. Entrambi continuano a insistere sulla scadenza naturale dell’autunno 2027, necessaria per gestire le tensioni interne a Forza Italia e Lega.

Il nodo dei conti pubblici e i dati Eurostat

La fattibilità del piano dipende dalle risorse della prossima legge di bilancio. Il governo attende i dati Eurostat di fine settembre per certificare l’eventuale uscita dell’Italia dalla procedura europea di infrazione per deficit eccessivo.

Un via libera da Bruxelles garantirebbe margini finanziari per coprire le spese della Difesa e concedere misure ad alto impatto elettorale, come la detassazione delle tredicesime. Senza questo spazio fiscale, il Ministero dell’Economia ha già fatto sapere ai dicasteri che non ci saranno coperture per promesse onerose.

Resta aperto anche il capitolo delle riforme istituzionali, legato al destino dello Stabilicum. Il voto palese al Senato metterà alla prova la tenuta della maggioranza dopo i franchi tiratori emersi a Montecitorio sulle preferenze.

Il reset delle liste FdI a via della Scrofa

Nella sede nazionale di via della Scrofa è già iniziato il lavoro sui futuri collegi elettorali, coordinato da Giovanni Donzelli e Arianna Meloni. La vecchia indicazione di confermare in blocco la pattuglia parlamentare uscente è stata definitivamente archiviata.

I criteri di esclusione sono rigidi: verranno tagliati gli eletti con alte percentuali di assenze, scarso rendimento nelle commissioni e zero proposte di legge depositate. Al loro posto entreranno profili tecnici, manager e docenti universitari.

Tra i nomi monitorati compare quello del ministro dell’Interno Matteo Piantedosi. Resta sul tavolo anche l’ipotesi di una candidatura diretta di Arianna Meloni per un seggio al Senato.

Qui condivido consigli utili e lifehack per affrontare al meglio recupero anni, diplomi, debiti ed esami universitari. Istituto Impariamo

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *