Difesa Ue da 454 miliardi: il piano di Leonardo per ridurre le importazioni dagli Usa

Difesa Ue da 454 miliardi: il piano di Leonardo per ridurre le importazioni dagli Usa
Difesa Ue da 454 miliardi: il piano di Leonardo per ridurre le importazioni dagli Usa

L’Unione Europea si prepara a portare la spesa per la difesa a 454 miliardi di euro, puntando a superare una frammentazione industriale che costa risorse ed efficienza. Quasi la metà delle importazioni europee di grandi sistemi d’arma proviene ancora dagli Stati Uniti, un dato che spinge le aziende continentali a ridefinire le proprie strategie.

A delineare la rotta industriale a margine del Forum Teha Ambrosetti è Lorenzo Mariani, amministratore delegato di Leonardo. L’obiettivo non è l’isolazionismo, ma l’autonomia tecnologica necessaria per competere a livello globale.

La spesa Ue tocca 454 miliardi: equilibri tra armi e cyber

Il nuovo ciclo di investimenti continentale mira a bilanciare due direttrici operative: i sistemi convenzionali e le tecnologie di sicurezza avanzata, inclusi droni e difesa cibernetica.

Secondo Mariani, l’aumento della spesa pubblica funzionerà come volano industriale soltanto se la domanda dei governi si concentrerà sui produttori europei, armonizzando i requisiti tecnici finora divisi su base nazionale.

Le alleanze industriali: corazzati, caccia di sesta generazione e spazio

Per sostenere i costi di sviluppo, Leonardo sta moltiplicando le joint venture mirate con partner europei e internazionali, evitando duplicazioni produttive.

  • LRMV con Rheinmetall: accordo operativo focalizzato sulla nuova generazione di mezzi corazzati terrestri.
  • Edgewing con BAE Systems e JAIEC: veicolo industriale per lo sviluppo del programma GCAP, il futuro sistema di combattimento aereo condiviso tra Italia, Regno Unito e Giappone.
  • Collaborazioni su droni e spazio: intesa con la turca Baykar per i sistemi a pilotaggio remoto e progetti di integrazione spaziale con Airbus e Thales.

Il concetto di autonomia strategica

Per i vertici del gruppo italiano, l’autonomia strategica non equivale all’autosufficienza autarchica. Si tratta di disporre della massa critica industriale per scegliere le tecnologie critiche senza dipendenze obbligate dall’estero.

Droni e “affordable mass”: come cambia la dottrina bellica

Il conflitto in Ucraina ha imposto una revisione profonda dei requisiti militari operativi. Accanto alle piattaforme tradizionali complesse, è emersa la necessità della cosiddetta “affordable mass”: sistemi a pilotaggio remoto producibili rapidamente e a costi sostenibili.

Carri armati, aerei da caccia e unità navali rimangono elementi operativi fondamentali, ma devono ora integrarsi costantemente con intelligenza artificiale, sciami di droni e reti di comunicazione satellitari per operare in contesti multidominio.

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