Cernobbio boccia le opposizioni: l’83% dei manager le respinge, il 68,3% promuove il governo Meloni

Cernobbio boccia le opposizioni: l'83% dei manager le respinge, il 68,3% promuove il governo Meloni
Cernobbio boccia le opposizioni: l'83% dei manager le respinge, il 68,3% promuove il governo Meloni

Il verdetto della platea: Meloni promossa, opposizioni all’angolo

La chiusura del Forum Ambrosetti di Cernobbio certifica una frattura netta tra le critiche dei partiti di minoranza e il giudizio del mondo produttivo. Mentre i leader dell’opposizione attaccano l’esecutivo citando il calo del potere d’acquisto e l’aumento delle bollette, il verdetto degli oltre 200 manager e imprenditori presenti a Villa d’Este premia l’esecutivo in carica.

Il sondaggio elettronico condotto da TEHA Group evidenzia che il 68,3% della platea assegna al governo un voto compreso tra 6 e 9. La valutazione più frequente è il 7, scelto dal 33,3% del campione.

Il quadro si ribalta completamente per i partiti di minoranza. L’83% degli intervistati riserva all’opposizione una bocciatura netta, posizionando il giudizio tra 1 e 4, un dato in crescita di dieci punti percentuali rispetto alle rilevazioni del 2025. Solo il 6,8% esprime un parere favorevole.

La linea di Schlein: addio all’unanimità Ue e 14 miliardi per l’energia

Davanti a una sala che comprende figure come Enrico Letta e Paolo Gentiloni, Elly Schlein sceglie di incentrare la propria replica sul ruolo dell’Unione europea. La segretaria del Partito Democratico invoca una riforma radicale della governance comunitaria per evitare la paralisi politica.

«Non si riesce a governare neanche un condominio con l’unanimità, figurarsi una comunità che tiene insieme 27 Stati membri diversi», ha spiegato Schlein, indicando la necessità di procedere tramite cooperazioni rafforzate e piani di investimento congiunti.

Sul fronte interno, la proposta economica dem si articola su tre pilastri: accelerazione sulla decarbonizzazione per ridurre i costi energetici impiegando 14 miliardi di flessibilità, rilancio degli investimenti strutturali e interventi sul lavoro incentrati su salario minimo e lotta alla precarietà.

Difesa comune e primarie: la posizione di Renzi

Matteo Renzi punta invece il dito sulle risorse destinate agli apparati militari, rimarcando che ogni stanziamento aggiuntivo debba avere una chiara dimensione europea. Il leader di Italia Viva collega il comparto a quello della ricerca industriale e delle tecnologie a doppio uso civile e militare.

Sul piano elettorale, Renzi detta i tempi per la costruzione di uno schieramento riformista: elezioni da fissare nel mese di maggio per evitare il voto estivo, con una leadership da selezionare attraverso lo strumento delle primarie di coalizione.

Conte contro il riarmo, Bonelli scommette sul programma

Intervenuto in videocollegamento, Giuseppe Conte contesta l’idea che la stabilità dell’esecutivo sia un fattore positivo in presenza di indicatori macroeconomici deboli, segnalando l’impoverimento della classe media e la stagnazione della produttività.

Il presidente del Movimento 5 Stelle concentra l’attacco sugli impegni di spesa concordati dall’Italia in sede Nato, bollandoli come insostenibili per il bilancio statale. Per Conte, la linea comune dell’opposizione deve opporsi a un’escalation militare che drena risorse e favorire percorsi di mediazione diplomatica sul fronte ucraino.

A chiudere gli interventi per il fronte progressista è Angelo Bonelli, che rivendica la distanza politica dalle posizioni espresse da Roberto Vannacci nei giorni precedenti del Forum. Il co-leader di Avs rinvia il nodo del candidato premier a una fase successiva alla stesura della piattaforma programmatica, ribadendo l’obiettivo di costruire una maggioranza vincente alle urne.

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