Nel cuore delle Langhe ogni metro quadrato coltivabile viene solitamente destinato al Nebbiolo. Il valore della terra ha spinto la collina verso una monocoltura quasi totale, ma a Lirano c’è chi ha scelto la direzione opposta.
Enrico Rivetto ha deciso di fermare l’espansione delle viti per fare spazio a boschi, siepi e radure naturali. Una mossa controtendenza che riduce le rese immediate ma ripensa l’intero equilibrio agricolo della zona.
Meno filari e più bosco: i numeri della tenuta di Lirano
L’azienda si sviluppa su un unico appezzamento di circa 30 ettari. Di questa superficie, appena 14 ettari ospitano filari produttivi, mentre ben 7 ettari sono lasciati interamente al bosco.
Nell’arco di quindici anni Rivetto ha piantato 1.500 alberi e strutturato oltre cinque chilometri di corridoi biologici per connettere le aree boscate tra loro.
Enrico Rivetto all’interno della sua tenuta agricola a Lirano
I riscontri sul campo sono misurabili: le popolazioni di farfalle si sono moltiplicate per dieci e la presenza di predatori naturali ha azzerato la necessità di interventi chimici contro la tignola durante le ultime annate calde.
La cantina interviene solo dopo il lavoro agricolo, trattando l’uva come il risultato diretto dell’ambiente circostante e non come una materia da correggere a posteriori.
Dalle punte dei grappoli alle anfore
La produzione annua si attesta tra le 80 e le 90 mila bottiglie. Tra i progetti più singolari spicca il Kaskal, metodo classico da uve Nebbiolo affinato per 60 mesi sui lieviti.
Questo spumante nasce esclusivamente tagliando le punte dei grappoli con venti giorni di anticipo rispetto alla vendemmia ufficiale, preservandone la naturale acidità. La parte restante del grappolo matura sulla pianta e viene destinata al Barolo o al Nebbiolo d’Alba.
I vigneti dell’azienda agricola Rivetto circondati da aree boschive
Dal 2025 da un unico grappolo nascono tre etichette distinte: base spumante, Barolo e un vino rosato ricavato dalla seconda pressatura e da un leggero salasso del mosto.
L’approccio si riflette anche sul recupero della Nascetta, varietà a bacca bianca tipica dell’areale, e sull’uso di anfore georgiane in terracotta per il Nebbiolo d’Alba, lavorato con macerazioni sulle bucce lunghe sette mesi.
La vigna circolare e l’impegno sociale
Nel 2025 l’azienda ha avviato un vigneto sperimentale disegnato a raggiera. L’impianto raccoglie venti varietà autoctone del Nord-Ovest italiano disposte a forma di sole.
Tutti i vitigni verranno vendemmiati nello stesso identico giorno e fermentati insieme in un’unica massa, accettando la disomogeneità di maturazione come fattore identitario.
Dettaglio dei filari e del paesaggio collinare gestito con corridoi biologici
L’apertura alla comunità locale
L’integrazione con il territorio ha portato alla creazione di un progetto di istruzione parentale direttamente nei locali dell’azienda. Oggi circa 25 bambini svolgono le lezioni a contatto diretto con la campagna, imparando a riconoscere le erbe officinali e gli arbusti selvatici.
Per rispondere alla carenza di impianti sportivi Rivetto ha inoltre contribuito a fondare la prima squadra di basket femminile del comprensorio, offrendo alle ragazze del territorio quattro pomeriggi a settimana di attività strutturata.







