Quando i genitori invecchiano, l’equilibrio tra fratelli si trasforma. C’è chi telefona ogni giorno, organizza visite mediche e gestisce le emergenze domestiche, mentre altri mantengono una presenza marginale.
Questa disparità nell’assistenza non riflette per forza il grado di affetto filiale o l’esistenza di un prediletto. I ruoli della maturità affondano le radici nei modelli relazionali costruiti durante l’infanzia.
Cosa rivela la ricerca della Purdue University
A indagare a fondo queste dinamiche è il Within-Family Differences Study, un progetto di ricerca coordinato dalla sociologa Jill Suitor presso la Purdue University.
Gli esperti hanno monitorato a lungo madri anziane e i rispettivi figli adulti. L’obiettivo: comprendere le origini delle divergenze nei rapporti familiari all’interno dello stesso nucleo.
Un’analisi specifica del progetto ha esaminato i dati di 309 famiglie e 708 figli adulti. I risultati confermano che la percezione del favoritismo materno lascia tracce evidenti decenni dopo la giovinezza, incidendo sul benessere emotivo dei figli ormai grandi.
Uomo che dà banconote in euro a suo figlio
Le ragioni della vicinanza tra genitori e figli adulti
I dati mostrano che la sintonia tra madre e figlio dipende spesso dalla convergenza di valori, vedute e stili di vita. Ogni figlio sviluppa un percorso personale unico con i genitori, pur condividendo lo stesso tetto.
Due fratelli possono custodire memorie opposte della propria infanzia. Uno può essersi sentito costantemente gratificato, l’altro trascurato o distante; percezioni che rimangono intatte nel tempo.
Logistica e disponibilità reale: chi presta assistenza?
Il legame affettivo spiega solo in parte la suddivisione dei compiti quando subentra la non autosufficienza. Entrano in gioco variabili pratiche immediate:
- Distanza chilometrica e collocazione dell’abitazione
- Orari e flessibilità del lavoro
- Impegni legati ai propri figli o al partner
- Genere e bisogni clinici specifici del genitore
Un figlio può nutrire un forte attaccamento emotivo ma vivere lontano centinaia di chilometri. Al contrario, il fratello con un rapporto più teso potrebbe essere l’unico residente nelle vicinanze in grado di accompagnare il genitore a una visita medica.
Assistenza e cura di persone anziane
Ambivalenza intergenerazionale: affetto e dovere
In ambito psicologico, queste situazioni vengono inquadrate come ambivalenza intergenerazionale, ovvero la convivenza di sentimenti opposti verso lo stesso familiare.
Un figlio può amare sinceramente un genitore anziano e provare allo stesso tempo risentimento per dinamiche pregresse mai risolte.
Nel carico dell’assistenza quotidiana convergono senso del dovere, affetto, sensi di colpa e conflitti mai sopiti. Chi si fa carico delle cure materiali non è automaticamente il figlio preferito, ma il risultato di una complessa sovrapposizione tra bisogni pratici e storia familiare.



