Lo stendibiancheria pieghevole piazzato in corridoio o nel box doccia è una presenza costante in milioni di appartamenti, ma sempre più persone cercano modi per eliminarlo. Nelle abitazioni con metrature ridotte, i modelli tradizionali occupano metri quadri preziosi, mentre le asciugatrici a pompa di calore comportano una spesa iniziale consistente e costi fissi di elettricità.
Per recuperare superficie calpestabile senza spendere una fortuna, sta tornando alla ribalta un accessorio diffusissimo negli anni Sessanta: il filo stendipanni avvolgibile da parete.
Uno stendibiancheria all’interno di un bagno di piccole dimensioni.
Zero ingombro a terra e costi a partire da 4 euro
Il meccanismo è elementare. L’apparecchio si fissa a una parete e contiene una corda estensibile che, una volta asciugato il bucato, si riavvolge automaticamente dentro una scatoletta poco più grande di una custodia per occhiali.
A differenza degli stendini da pavimento — che aperti arrivano a occupare anche tre metri di lunghezza per cinquanta centimetri di larghezza — la versione a parete non toglie nemmeno un centimetro al pavimento. I modelli base costano circa quattro euro e reggono fino a sei chilogrammi di carico, mentre le versioni professionali in acciaio inox offrono fino a 24 metri di stenditura complessiva.
Anche il confronto economico con l’asciugatrice resta netto. Con una media di tre cicli a settimana, un elettrodomestico efficiente consuma oltre 50 euro di sola energia elettrica ogni anno, cifra a cui va sommato il costo di acquisto e manutenzione.
I trucchi per stendere in inverno senza creare muffa
Rinunciare all’asciugatrice durante i mesi freddi richiede comunque alcune accortezze per evitare che l’umidità ristagni negli ambienti chiusi. La ventilazione resta il fattore determinante: posizionare il bucato vicino a una finestra aperta o in un punto con ricircolo d’aria dimezza i tempi di attesa ed evita condense sui muri.
Prima di stendere, è consigliabile impostare la centrifuga della lavatrice al massimo dei giri disponibili per espellere la maggior quantità possibile di acqua per via meccanica.
L’effetto sublimazione all’esterno
Chi dispone di un balcone o di una loggia riparata può sfruttare le basse temperature anche d’inverno. Con temperature prossime allo zero o negative e in presenza di aria secca e ventilata, si attiva il processo di sublimazione: l’acqua nei tessuti congela e passa direttamente dallo stato solido a quello gassoso, asciugando i capi all’aperto senza bagnarli.


