Quattro anni di reclusione con accesso a una misura alternativa ai servizi sociali. Si è chiuso con un patteggiamento il procedimento giudiziario a carico della 64enne di Ello che il 24 giugno 2024 travolse e uccise Luisa Emilia Spreafico a Galbiate.
L’accordo sulla pena è stato ratificato davanti al giudice Salvatore Catalano, dopo che una precedente istanza a tre anni di reclusione era stata respinta.
La dinamica dell’incidente e la fuga
Luisa Emilia Spreafico, 69 anni, residente a Malgrate e presidente del Movimento Terza Età, stava camminando lungo la Provinciale 58 tra Galbiate e la frazione Bartesate.
Una Mercedes Classe A l’ha colpita in pieno, scaraventandola oltre il guardrail. La conducente del veicolo si è data immediatamente alla fuga senza prestare alcun soccorso.
Alcuni passanti hanno notato la donna riversa a terra e hanno fatto scattare l’allarme. Trasportata all’ospedale Manzoni di Lecco in condizioni critiche e operata d’urgenza, la 69enne è deceduta due giorni dopo a causa dei gravissimi traumi riportati.
Il tentativo di nascondere i danni e l’identificazione
Gli agenti della Polizia Locale di Galbiate hanno individuato la responsabile pochi giorni dopo il fatto, facendo scattare la denuncia per omicidio stradale aggravato dalla fuga e la revoca immediata della patente.
Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti durante le indagini coordinate dalla Procura di Lecco, il marito della conducente avrebbe anche cercato di far riparare le ammaccature presenti sulla carrozzeria dell’auto.
L’interrogazione parlamentare e l’esito del processo
La gestione temporale dell’inchiesta era finita al centro di un’interrogazione parlamentare rivolta al ministro della Giustizia Carlo Nordio dall’onorevole Maria Chiara Gadda (Italia Viva).
Il documento segnalava anomalie sul superamento dei termini massimi delle indagini preliminari, arrivate a ridosso dei 24 mesi rispetto al limite previsto di 18 mesi.
L’imputata, difesa dall’avvocato Luca Marsigli, ha infine chiuso il conto con la giustizia patteggiando quattro anni. Resta ora da definire in sede civile la quantificazione del risarcimento del danno.

