Cristiana Capotondi a Fuoricinema: «Smartphone diabolici anche per gli adulti», il festival torna a Milano

Cristiana Capotondi a Fuoricinema: «Smartphone diabolici anche per gli adulti», il festival torna a Milano
Cristiana Capotondi a Fuoricinema: «Smartphone diabolici anche per gli adulti», il festival torna a Milano

L’undicesima edizione di Fuoricinema riaccende i riflettori a Milano, negli spazi di BAM – Biblioteca degli Alberi a Portanuova. La manifestazione, ideata come un grande momento di incontro pubblico e coprodotta da Anteo Spazio Cinema, mette al centro del programma l’attualità più urgente attraverso la lente del grande schermo.

A delineare la rotta è la co-fondatrice e direttrice artistica Cristiana Capotondi, che ricorda le origini del progetto nato nel 2016 dove sorgeva un campo di grano. Da allora la rassegna si è trasformata in un palcoscenico per interrogarsi sul presente, superando la pura promozione delle pellicole.

I temi caldi: diritti civili, crisi climatica e conflitti

Rinominata da qualche stagione «Fuoricinema nei diritti», l’iniziativa propone quest’anno una selezione ricca di anteprime reduci dalla Mostra del Cinema di Venezia. Il cartellone affronta direttamente le ferite aperte della cronaca internazionale, con approfondimenti mirati su quanto accade nella Striscia di Gaza e in Ucraina.

Ampio spazio viene dedicato anche alla piaga dei femminicidi e alle questioni ambientali. La collaborazione con Greenpeace apre il confronto sull’impatto climatico globale, affiancando i grandi nodi geopolitici alle emergenze che toccano la vita quotidiana.

L’impatto del digitale sulle nuove generazioni

«Uno strumento diabolico per grandi e piccoli»

Tra i fronti più critici analizzati durante la rassegna spicca il rapporto sempre più precoce tra giovani e tecnologia. Capotondi, intervenendo anche dal proprio punto di vista di madre, mette in guardia dall’abitudine diffusa di affidare schermi e supporti interattivi ai bambini fin dalla primissima infanzia.

L’attrice sottolinea come lo smartphone rappresenti ormai un mezzo invasivo che genera reazioni ed effetti emotivi destabilizzanti anche negli individui adulti. Viene a mancare, secondo la direttrice artistica, l’educazione al vuoto, allo spazio libero e alla noia, dimensioni formative tipiche delle generazioni cresciute prima della rivoluzione digitale.

CRISTIANA CAPOTONDI
Cristiana Capotondi

Il cinema si propone quindi come antidoto al sovraccarico di stimoli quotidiani. La visione collettiva e il confronto prolungato offrono un tempo sospeso, lontano dalla frammentazione imposta dalle piattaforme social.

Milano come set tra opportunità e costi di produzione

Nel percorso di Capotondi, tornata a risiedere a Roma dopo una lunga parentesi milanese, la metropoli lombarda conserva un’identità formativa centrale. Il forte senso di comunità cittadina garantisce al festival una risposta immediata da parte del pubblico.

Resta aperto il tema dell’attrattività del territorio per l’industria cinematografica. Nonostante l’eccellenza delle maestranze e la leadership consolidata nel settore pubblicitario, girare produzioni a Milano presenta costi logistici considerevoli, un fattore che spinge molti progetti a guardare a modelli concorrenti come quello sviluppato a Torino dalla locale Film Commission.

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