Un ragazzo di 22 anni alla guida di uno scooter ha evitato all’ultimo istante di investire un pedone al Lido di Venezia, nei pressi del ponte delle Quattro Fontane. La frenata brusca è stata accompagnata da un’imprecazione ad alta voce, costata al conducente una sanzione amministrativa di 102 euro.
Il pedone coinvolto, presente al Lido per gli eventi legati alla Mostra del Cinema, stava attraversando la carreggiata al momento del passaggio del ciclomotore. La prontezza del giovane ha sventato l’impatto, ma la reazione verbale successiva ha attirato l’immediata attenzione di una pattuglia della polizia locale presente sul posto.
Fermato per i rilievi e il controllo dei documenti, il ventiduenne ha cercato di motivare l’accaduto con la paura improvvisa: «Mi sono lasciato andare», ha dichiarato agli agenti per spiegare lo sfogo dettato dall’adrenalina.
Il verbale diffuso sui social e il riferimento alla religione di Stato
La vicenda è diventata di pubblico dominio dopo la condivisione del verbale rosa da parte del conducente sulla pagina social «Venezia Non è Disneyland». Nelle motivazioni scritte a penna dagli agenti si legge testualmente: «La persona bestemmiava con parole oltraggiose le divinità venerate dalla religione di Stato».
Il post ha innescato centinaia di commenti tra cittadini e utenti del web, divisi tra l’incredulità per l’applicazione della sanzione e il dibattito sulla formula utilizzata nel testo formale.
Cosa prevede l’articolo 724 del codice penale
La bestemmia in luogo pubblico non costituisce più reato penale dal 1999, anno in cui è stata depenalizzata trasformandosi in illecito amministrativo. L’articolo 724 del codice penale punisce chiunque pubblicamente 경로 insulti la divinità con una sanzione pecuniaria compresa tra 51 e 309 euro.
La dicitura relativa alla «religione di Stato» presente sul tagliando compilato al Lido risulta un retaggio formale, formalmente abrogato dalla Corte Costituzionale a seguito della revisione dei Patti Lateranensi.
Il comando della polizia locale di Venezia resta in attesa della relazione di servizio redatta dagli operanti. Tra i fattori che potrebbero aver determinato la stesura dell’atto figurano l’eventuale reiterazione dell’espressione a voce alta e l’assenza di scuse immediate verso i presenti.
Il comandante del corpo, Marco Agostini, ha confermato che non si tratta di un episodio isolato sul territorio comunale: «Niente di strano: per strada ci troviamo ad affrontare tante situazioni, compresa quella capitata al Lido».

