A trent’anni dall’uscita di Lamerica nel 1994, Gianni Amelio torna ad affrontare il fenomeno delle migrazioni con Nessun dolore. L’opera è stata presentata Fuori Concorso alla Mostra del Cinema di Venezia e arriverà nelle sale italiane il 24 settembre.
Gianni Amelio alla Mostra del Cinema di Venezia sul tema dei migranti
La trama: colpa e riscatto a Roma
Il protagonista della storia è Davide, interpretato da Alessandro Borghi, un venditore di libri usati a Roma. La sua quotidianità cambia improvvisamente quando riceve in affido per strada un bambino originario del Nordafrica.
Dopo che il piccolo resta coinvolto in un drammatico incidente, Davide viene sopraffatto dal senso di colpa. Da quel momento cerca di riparare al proprio trauma offrendo aiuto a chiunque incontri lungo il suo cammino.
Il percorso umano del protagonista si intreccia con i personaggi interpretati da Valeria Golino e Valerio Mastandrea, figure chiave per ricostruire una speranza condivisa.

Le radici personali del regista e la responsabilità dell’Europa
Il tema dell’emigrazione tocca da vicino la storia familiare di Amelio, nipote e figlio di italiani emigrati in Argentina. Il regista ha sottolineato come in questi tre decenni gli spostamenti verso l’Italia e l’Europa siano cresciuti fino a diventare una priorità assoluta per ogni nazione.
«Non sono un politico, non sono uno che fa comizi», ha spiegato Amelio. «Sono uno che cerca di raccontare storie dando delle emozioni: bisogna partire dal cuore per raccontare qualcosa che andrebbe effettivamente risolto dai governi».
Alessandro Borghi si è soffermato sul significato profondo della pellicola: «È un film che parla di senso di colpa, di emozioni, di indifferenza e di responsabilità. Prima di compiere ogni azione apparentemente buona, bisogna considerare molti fattori per renderla davvero efficace».
Il piacere della lettura: l’intervista all’autore Orso Tosco



