Nepal: estratti vivi 2 operai dopo 9 giorni nel tunnel, oltre 1.280 le vittime accertate

Nepal: estratti vivi 2 operai dopo 9 giorni nel tunnel, oltre 1.280 le vittime accertate
Nepal: estratti vivi 2 operai dopo 9 giorni nel tunnel, oltre 1.280 le vittime accertate

Due lavoratori sono stati estratti vivi dal tunnel idroelettrico Trishuli-3, nel nord del Nepal, nove giorni dopo la catastrofica ondata di piena del 26 agosto. Lo hanno confermato i vertici dell’esecutivo nepalese dopo oltre una settimana di ricerche ininterrotte sottoterra.

Il ministro dell’Energia Biraj Bhakta Shrestha ha annunciato il recupero del primo operaio, tratto in salvo in buone condizioni. Poco dopo, il ministro dell’Interno Sudan Gurung ha reso noto il salvataggio della seconda persona intrappolata nella stessa galleria.


Le operazioni di soccorso nei tunnel idroelettrici colpiti dalle inondazioni in Nepal.

La corsa contro il tempo nei cantieri travolti dal fango

Subito dopo il disastro, le autorità avevano calcolato che circa 100 operai potessero trovarsi bloccati all’interno della sola condotta Trishuli-3. Le gallerie della zona sono state rapidamente invase da metri di melma, blocchi di ghiaccio e detriti rocciosi.

Il ministro delle Comunicazioni Bikram Timilsina ha espresso gratitudine alle squadre per il doppio salvataggio, confermando che le ricerche proseguono per individuare altri superstiti.

L’intervento internazionale e l’uso degli esplosivi

Decine di tecnici e soccorritori nepalesi operano fianco a fianco con specialisti giunti da India, Cina e Corea del Sud. Per farsi strada nei condotti ostruiti dei cantieri delle dighe, i team utilizzano escavatori pesanti e microcariche di esplosivo.


I danni provocati dall’ondata di fango e detriti lungo i cantieri montani.

Fino alla giornata di venerdì, le unità di emergenza erano riuscite a recuperare quasi esclusivamente cadaveri intrappolati nelle condotte idroelettriche della regione montuosa.

Il bilancio della catastrofe lungo il confine con il Tibet

L’ondata che ha devastato le valli al confine settentrionale conta almeno 1.280 vittime accertate, dato che sale a 1.282 secondo i rilievi dell’agenzia indiana PTI. I dispersi registrati dalla polizia nepalese sono 4.798, tra cui figurano oltre 900 dipendenti dei complessi idroelettrici.

Nel vicino territorio del Tibet le autorità registrano 21 morti e 541 persone ancora disperse. Sommando le due aree colpite dall’evento del 26 agosto, il computo complessivo raggiunge 1.301 vittime e 5.339 dispersi.

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