La protesta a difesa degli orti urbani di via Goito a Livorno guadagna l’appoggio formale del WWF in vista della mobilitazione del 5 settembre. Al centro dello scontro ci sono sei ettari di suolo libero, assegnati alla ditta Frangerini per un intervento edilizio.
Il progetto prevede la costruzione di quattro palazzine residenziali, affiancate dalla riconversione della porzione restante in parco pubblico. Una formula bocciata dagli ambientalisti, decisi a tutelare l’integrità ecologica dell’area.
La funzione ecologica degli orti urbani
Nel proprio Dossier Verde Urbano 2025, l’associazione descriveva questo spazio come un angolo agricolo sopravvissuto all’espansione della città. La presenza del verde riduce l’impatto delle isole di calore e garantisce la permeabilità del suolo contro i rischi idraulici.
Secondo l’associazione, la perdita di questi terreni comprometterebbe la biodiversità locale e impedirebbe lo sviluppo di corridoi ecologici dedicati alla mobilità dolce e pedonale.

Critiche all’espansione e stop al consumo di suolo
La sigla ambientalista contesta la logica delle nuove cubature in una città segnata da stallo demografico e quartieri recenti rimasti incompiuti, citando apertamente il caso di Salviano 2. Il WWF chiede di fermare l’impermeabilizzazione di nuove superfici e di concentrare gli investimenti sul riuso di strutture dismesse.
La richiesta rivolta all’amministrazione punta a preservare lo stato di seminaturalità di via Goito, evitando la trasformazione in un parco urbano standardizzato per non alterarne la funzione climatica.

