Il marchio nato su una scrivania e il legame con Milano
L’impronta di Giorgio Armani sul costume contemporaneo affonda le radici in un dialogo costante con la cultura visiva e l’editoria. Un rapporto testimoniato in prima persona da Francesca Ragazzi, Head of Content di Vogue Italia, che ne ha ripercorso la figura mettendo a fuoco gesti, incontri e retroscena professionali.
La storia tra lo stilista e la testata coincide con i primi passi del marchio. Fu Flavio Lucchini, primo direttore artistico del magazine, a comporre il logo originale di Giorgio Armani direttamente negli uffici della redazione, utilizzando lo stesso carattere Bodoni della rivista e supportando il debutto indipendente del designer con spazi pubblicitari di buon auspicio.
Giorgio Armani sul palco insieme alle modelle al termine della presentazione della collezione Primavera/Estate 2019 a Milano.
A Milano, Armani è diventato punto di riferimento non solo sulle passerelle ma anche nello sport e nella vita pubblica. Il primo contatto informale tra la direttrice e il fondatore avvenne a una sfida di pallacanestro tra Olimpia e Virtus, prima degli incontri istituzionali segnati da una consueta, decisa stretta di mano.
Giorgio Armani festeggia lo scudetto dell’Olimpia Milano al Mediolanum Forum nel giugno 2022.
L’attenzione per i dettagli e la risposta al bambino Luca
Nelle relazioni quotidiane con la stampa, Armani manteneva un controllo accurato della propria immagine pubblica, intervenendo di persona con congratulazioni scritte per servizi fotografici particolarmente riusciti o in occasione di traguardi privati dei collaboratori.
Anna Wintour, Giorgio Armani e Francesca Ragazzi all’inaugurazione della mostra a Palazzo Citterio.
Il servizio moda woMAN pubblicato su Vogue Italia nel numero di giugno/luglio 1988.
La collezione immaginaria durante l’emergenza sanitaria
Nel 2020, durante la fase più acuta della pandemia di Covid-19, Armani rispose pubblicamente attraverso la rivista alla lettera inviata da Luca, un bambino di otto anni che proponeva bozzetti per costumi capaci di far saltare, volare e rendere invisibili le persone.
Lo stilista replicò con parole dirette, ringraziando il giovanissimo autore per l’idea di tute magiche utili in una fase complessa e invitandolo a non smettere mai di disegnare, creando un inusuale dialogo generazionale a distanza.
Simone Marchetti, Francesca Ragazzi e Giorgio Armani alla Prima del Teatro alla Scala nel dicembre 2021.
I passaggi chiave: da Venezia ai 60 anni del magazine
I rapporti con le direzioni di Vogue hanno attraversato le epoche. L’intesa decennale con Franca Sozzani ha portato, anni dopo la scomparsa della direttrice, all’invito del figlio Francesco Carrozzini e della moglie Bee all’evento di Venezia nel settembre 2023.
La stessa continuità ha caratterizzato la successione guidata da Emanuele Farneti, salutato pubblicamente a Parigi al termine di una sfilata di alta moda.
Giorgio Armani di fronte all’allestimento retrospettivo della mostra celebrativa a Palazzo Citterio.
Scatto fotografico firmato da Masha Vasyukova pubblicato sull’edizione di settembre 2020.
Tra le collaborazioni visive più note figura il documentario Made in Milan diretto da Martin Scorsese, oltre all’allestimento floreale per la riapertura post-pandemica del Teatro alla Scala.
Nel settembre 2024, in occasione della mostra per il sessantesimo anniversario del giornale a Palazzo Citterio, lo stilista ha confermato la propria presenza all’inaugurazione insieme ad Anna Wintour, ribadendo l’impegno verso la filiera e i progetti culturali della città.
Copertina del maggio 2023 con Bella Hadid fotografata da Carlijn Jacobs con abiti della maison.
Franca Sozzani e Giorgio Armani nel backstage della sfilata Armani Privé Alta Moda a Parigi.
Un estratto editoriale dall’archivio del numero speciale di giugno 2020.











