Le luci verdi continuano a lampeggiare e la connessione a Internet non mostra alcun rallentamento. Molti router installati nelle case e nei piccoli uffici operano regolarmente da anni, ignorati finché la linea regge.
Il pericolo risiede nello stato commerciale del dispositivo: quando un apparato viene classificato come End of Life (fuori ciclo vitale), il produttore cessa ogni rilascio di correzioni software. Marchi diffusi sul mercato italiano come D-Link, Netgear, TP-Link e Asus aggiornano periodicamente gli elenchi dei modelli non più supportati.
Senza manutenzione costante, qualsiasi nuova falla resta spalancata per sempre. Le agenzie governative per la cybersicurezza raccomandano da tempo la dismissione immediata degli apparati privi di copertura tecnica.
I rischi concreti dei dispositivi senza supporto
Un router non aggiornato offre ai criminali informatici un punto di appoggio diretto all’interno della rete locale. La Cybersecurity and Infrastructure Security Agency (Cisa) statunitense segnala regolarmente attacchi mirati a sfruttare vulnerabilità note per integrare i modem domestici in botnet o deviare il traffico degli utenti verso siti trappola.
Router Wi‑Fi su scrivania con cavi Ethernet e LED accesi, laptop sfocato sullo sfondo.
Basta un servizio di gestione remota rimasto attivo o una password di fabbrica debole per cedere il controllo dell’apparecchio. Dalla rete Wi-Fi compromessa, l’intrusione può estendersi a telecamere di videosorveglianza, stampanti, sistemi domotici e computer utilizzati per lo smart working.
Nelle attività professionali questo scenario espone a pericoli concreti la corrispondenza aziendale e gli accessi alle piattaforme cloud. Nelle abitazioni private, invece, la violazione si manifesta spesso senza sintomi evidenti, sfruttando la banda per colpire altri bersagli.
Come verificare lo stato del proprio router
La verifica dell’affidabilità richiede pochi passaggi operativi sull’hardware e sul pannello di configurazione.
Il controllo del modello e del firmware
Sotto la scocca del router è posizionata un’etichetta con il codice esatto del modello, la versione hardware e il numero di serie. Inserendo queste informazioni nel portale di assistenza del produttore, è possibile visualizzare la data dell’ultimo firmware rilasciato o la dicitura “End of Support”.
Se lo sviluppo software risulta fermo da diversi anni, il dispositivo deve essere considerato insicuro. Per controllare la versione attualmente in funzione, basta digitare nel browser gli indirizzi IP standard 192.168.1.1 oppure 192.168.0.1 e accedere con le credenziali di amministrazione.
Se il pannello segnala un aggiornamento ufficiale ancora disponibile, l’installazione va completata senza interrompere l’alimentazione. In assenza di nuove patch per i modelli dismessi, non esistono soluzioni software tampone fornite dalla casa madre.
Le contromisure immediate e la sostituzione
L’acquisto di un apparato moderno dotato di supporto allo standard di sicurezza WPA3 e aggiornamenti automatici rappresenta la scelta definitiva. Prima della scelta, occorre verificare direttamente sui siti dei produttori la data di lancio del modello e le garanzie sul ciclo di vita del software.
Per limitare i rischi prima della dismissione definitiva, è consigliabile applicare alcune restrizioni immediate:
- Disattivare la funzione di amministrazione remota accessibile da Internet.
- Modificare la password predefinita di accesso al pannello di controllo.
- Disabilitare la funzione WPS (Wi-Fi Protected Setup).
- Impostare una chiave di accesso Wi-Fi lunga e complessa.
Chi utilizza un modem concesso in comodato d’uso dal proprio fornitore telefonico può contattare il servizio clienti per richiedere una verifica del supporto ed esigere la sostituzione gratuita con un modello di generazione recente.


