L’esercito degli Stati Uniti ha cancellato il battaglione speciale d’assalto con velivoli senza pilota integrato nella 173esima Brigata aviotrasportata. Il reparto contava circa 600 soldati ed era stato istituito nel gennaio 2026 con un mandato preciso: analizzare sul campo le tattiche e l’innovazione tecnologica sviluppate dalle forze armate ucraine contro l’invasione russa.
Droni militari durante le operazioni belliche in Ucraina.
La chiusura repentina del reparto, decisa a meno di un anno dalla sua attivazione, ha innescato una dura reazione a Washington. Il primo settembre un gruppo bipartisan di parlamentari ha formalmente contestato la decisione inviando una missiva ai vertici militari.
La protesta bipartisan del Congresso
I senatori Angus S. King Junior, Thom Tillis, Jeanne Shaheen e il deputato Michael R. Turner hanno indirizzato la richiesta di chiarimenti all’allora segretario all’Esercito Dan Driscoll e al generale Christopher LaNeve, capo di Stato Maggiore ad interim. Nel documento i legislatori hanno imposto la convocazione di un incontro operativo entro il 21 settembre 2026.
I firmatari ritengono che lo smantellamento dell’unità comprometta la modernizzazione bellica statunitense. “La tecnologia militare ucraina, in particolare nella guerra con i droni, è stata collaudata in battaglia e fornisce preziose informazioni alle forze armate statunitensi e all’industria della difesa”, hanno sottolineato i membri del Congresso.
Secondo i deputati e i senatori, le lezioni apprese dal conflitto tra Kiev e Mosca e dagli scontri in Iran impongono un potenziamento immediato delle strategie senza pilota. L’interruzione del programma priverebbe le forze convenzionali di una capacità di adattamento rapida rispetto a contesti tattici in continua evoluzione.
I contrasti con l’amministrazione Trump
La lettera denuncia una linea di condotta definita “discontinua e incoerente” da parte del Dipartimento della Difesa verso la sicurezza europea. I parlamentari citano i tentativi di ridurre il contingente americano in Europa, i ritardi nei piani di spesa per gli aiuti approvati a favore di Kiev e il drenaggio di fondi dell’Esercito per rimborsare il Dipartimento della Sicurezza Interna.
Le tensioni al vertice del Pentagono
L’uscita di scena dell’unità coincide con un terremoto istituzionale ai vertici delle forze armate. Dan Driscoll ha rassegnato le dimissioni due giorni dopo l’invio della lettera parlamentare, aggiungendosi a una dozzina di funzionari e ufficiali entrati in rotta di collisione con il segretario alla Difesa Pete Hegseth.
Tra i cambiamenti più discussi spicca la rimozione del generale Randy George, alla guida dello Stato Maggiore dal 2023 e promotore del programma d’innovazione tecnologica “Transformation in contact”. Hegseth lo ha sostituito con il generale LaNeve, motivando il cambio con la necessità di ripristinare “l’etica del guerriero” nelle truppe di terra.


