Cernobbio, Monti gela Vannacci dopo 20 minuti di intervento: “Spenderò le ultime energie contro la sua retorica fascista”

Cernobbio, Monti gela Vannacci dopo 20 minuti di intervento: "Spenderò le ultime energie contro la sua retorica fascista"
Cernobbio, Monti gela Vannacci dopo 20 minuti di intervento: "Spenderò le ultime energie contro la sua retorica fascista"

Il debutto di Roberto Vannacci al Forum Ambrosetti di Cernobbio si è trasformato in uno scontro frontale con Mario Monti. Seduto accanto all’europarlamentare, l’ex presidente del Consiglio ha replicato punto su punto alle tesi del generale con parole durissime.

“Non mi resta molto da vivere, ma se lei continuerà così, spenderò le mie ultime energie per combattere la sua retorica fascista”, ha dichiarato il senatore a vita davanti alla platea di industriali e investitori.

I venti minuti del generale: Paulus, la Ue e l’incubo della guerra

L’intervento di Vannacci è durato poco meno di venti minuti, scandito da appunti su uno schermo portatile. Il leader di Futuro Nazionale ha replicato alle recenti critiche di Ferruccio De Bortoli, che aveva bollato le sue proposte come inquietanti, per poi affidarsi a una serie di similitudini storiche e belliche.

Il generale ha richiamato la resa di Friedrich Paulus a Stalingrado per criticare l’Unione europea, accusata di non aver modificato la propria rotta strategica come il comandante della sesta armata tedesca. Ha poi sostenuto che Bruxelles debba lasciare piena iniziativa agli Stati membri sul modello dell’interoperabilità militare.

“Il mio incubo è vedere le mie figlie partire per la guerra con un generale che si chiami Macron o, peggio ancora, von der Leyen”, ha affermato Vannacci, proponendo di rinominare il piano comunitario Reform Europe in ReArm Europe.

Nel suo quadro geopolitico, il generale ha elencato l’avanzata delle destre radicali nel continente: Nigel Farage pronto all’incasso, Emmanuel Macron, Friedrich Merz e Pedro Sanchez destinati a non mangiare il panettone, Marine Le Pen in testa ai sondaggi e l’AfD attestata al 42% in Sassonia. Davanti a Bruxelles, ha concluso citando Ungheria, Slovacchia e Bulgaria, prevarrebbe l’atteggiamento del “me ne frego”.

La replica di Monti: sovranismi, Ue e Costituzione

Monti ha preso la parola subito dopo, analizzando le fondamenta dottrinali esposte dal generale. Al centro dell’analisi, il richiamo alla formula romana del dividi et impera, che secondo l’economista descrive esattamente le manovre di Donald Trump e Vladimir Putin contro l’Europa.

“I sovranisti stanno adottando la stessa strategia dall’interno, alcuni spinti dal presidente Usa, altri mossi dal presidente russo”, ha ribattuto Monti. Per l’ex premier, queste forze nazionaliste finiscono regolarmente per danneggiare gli interessi dei popoli che pretendono di difendere.

Il senatore a vita ha poi avvertito la platea economica sui rischi concreti delle proposte di Vannacci: “Sono arrivato alla conclusione che lei viola palesemente la Costituzione col suo programma, ma anche la Carta dei diritti fondamentali dell’Ue. Una primordiale applicazione del suo documento comporterebbe la cacciata dall’euro e dall’Unione europea, distruggendo il mercato unico”.

L’affondo sul consulente e l’ironia sulla platea

L’affondo più caustico ha riguardato Lorenzo Gasperini, l’intellettuale incaricato di redigere il programma di Futuro Nazionale. Monti ha ricordato un messaggio social pubblicato da Gasperini nel 2021, nel quale definiva i vaccinati individui con psicologia da servo da escludere dalla vita sessuale.

“Ho una curiosità tecnica: come si implementa questa sanzione? Evirazione seduta stante o braccialetto elettronico applicato a un’altra parte del corpo maschile?”, ha domandato l’ex premier scatenando risate e applausi tra gli imprenditori. “E quando ha affidato questo incarico a Gasperini, ne era a conoscenza o faceva curriculum?”.

L’avvertimento finale sulla retorica fascista

Negli ultimi passaggi del suo discorso, Monti ha allargato il campo alla natura politica del progetto del generale, evitando il dibattito formale sul reato di ricostituzione del partito fascista.

“Un aspetto del fascismo, il più insidioso, è già in atto: la ricostituzione della narrativa, della retorica e dello spirito del fascismo. Ho il terrore della ricostruzione psicologica di una Italietta”, ha rimarcato l’ex presidente del Consiglio, confermando l’intenzione di contrastare questa deriva politica fino all’ultimo.

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