Missione a Mosca: Kushner e Witkoff vedono Putin, mentre 4 vittime segnano i raid a Dnipro

Missione a Mosca: Kushner e Witkoff vedono Putin, mentre 4 vittime segnano i raid a Dnipro
Missione a Mosca: Kushner e Witkoff vedono Putin, mentre 4 vittime segnano i raid a Dnipro

Ucraina, Witkoff e Kushner atterrati all’aeroporto di Mosca. Trump: “Abbiamo un’idea per porre fine alla guerra”
Gli inviati statunitensi Witkoff e Kushner giungono a Mosca per i negoziati di pace.

Gli inviati statunitensi Steve Witkoff e Jared Kushner sono sbarcati a Mosca. Il volo, decollato da Miami con scalo tecnico a Helsinki, ha raggiunto l’aeroporto moscovita di Vnukovo, dove ad attenderli c’era Kirill Dmitriev, negoziatore russo e consigliere per gli investimenti esteri del Cremlino.

L’agenda prevede un vertice diretto con Vladimir Putin al Cremlino, seguito da una tappa a Kiev per incontrare il presidente ucraino Volodymyr Zelensky.

Da Washington, Donald Trump ha rivendicato l’iniziativa: “Abbiamo un’idea per la pace fra Russia e Ucraina. Putin e Zelensky si odiano e ci sono troppi morti, ma Witkoff e Kushner sono due grandi negoziatori. Vedremo cosa possiamo fare”.

Raid aerei su Kiev e Kamianske durante la missione

Mentre i diplomatici americani raggiungevano la capitale russa, le forze di Mosca hanno sferrato una serie di attacchi combinati con missili e droni su diverse regioni ucraine. A Kamianske, nell’area di Dnipro, il bilancio dell’attacco a un’azienda civile è di quattro morti e cinque feriti.

Danni a complessi residenziali e commerciali sono stati registrati a Kherson, Kharkiv, Sumy e Mykolaiv. Nel distretto di Boryspil un palazzo di nove piani è stato centrato, provocando due feriti ed evacuazioni di massa.

Zelensky ha denunciato raid diretti contro gli scali aeroportuali ucraini: “Nella notte si sono verificati attacchi dimostrativi russi contro gli aeroporti di Kiev e Boryspil, una reazione deliberata ai preparativi per l’arrivo dei delegati statunitensi in Ucraina”.

Kiev fa sapere di attendere una risposta ufficiale dal Cremlino riguardo a un cessate il fuoco nello spazio aereo ucraino limitato alla durata dei colloqui diplomatici.

Allarme a Zaporizhzhya: scatta il cessate il fuoco tecnico

Sul fronte energetico, l’Aiea ha formalizzato l’entrata in vigore di un cessate il fuoco localizzato attorno alla centrale nucleare di Zaporizhzhya. L’intesa temporanea consente ai tecnici ucraini di riparare la linea Ferosplavna-1 da 330 kilovolt, interrotta dal 20 agosto a causa dei combattimenti vicino al fiume Dnipro.

I sei reattori dell’impianto operavano da settimane esclusivamente tramite generatori diesel d’emergenza, ormai a corto di carburante. Il direttore generale dell’agenzia atomica, Rafael Grossi, ha confermato l’inizio immediato delle operazioni di sminamento e ripristino per scongiurare un blackout totale.

Le condizioni imposte dal Cremlino

La presidenza russa affronta i colloqui dettando condizioni rigide. Il viceministro degli Esteri Sergei Ryabkov ha commentato l’arrivo della delegazione statunitense delineando le priorità di Mosca: “La questione centrale è quanto l’amministrazione Usa intenda investire in una soluzione reale, tenendo conto della situazione sul campo che non evolve a favore di Kiev”.

Sul piano bellico, il ministero della Difesa russo ha rivendicato la distruzione di infrastrutture logistiche e metallurgiche a Dnipropetrovsk, Odessa e Mykolaiv, dichiarando inoltre l’abbattimento notturno di 53 droni ucraini diretti sul territorio della Federazione.

Al Forum di Cernobbio, il presidente del Consiglio europeo Antonio Costa ha collegato la stabilità continentale all’integrazione di Kiev: “L’allargamento a Ucraina, Moldavia e Balcani occidentali è il più grande investimento geopolitico dell’Europa e rafforzerà l’Unione come attore di sicurezza”.

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