Un pensionato statunitense di 67 anni, Tim Andrews, è diventato il primo paziente al mondo a sopravvivere per 271 giorni con un rene di maiale geneticamente modificato prima di ricevere un organo umano.
Il caso clinico, seguito dall’équipe del Massachusetts General Hospital di Boston, è stato documentato e pubblicato sulla rivista scientifica The Lancet.
Il record dello xenotrapianto come ponte verso la salvezza
L’organo animale ha funzionato all’interno del corpo di Andrews per quasi nove mesi, stabilendo un primato assoluto nella storia della medicina moderna.
«Sono il primo ad aver attraversato quel ponte, l’unica persona al mondo ad aver mai avuto un rene di maiale e, successivamente, un rene umano», ha dichiarato l’uomo ai microfoni della Cnn.
La procedura dimostra la fattibilità dello xenotrapianto non solo come terapia d’urgenza definitiva, ma come soluzione ponte per mantenere in vita pazienti critici in attesa di un donatore compatibile.
La paralisi da dialisi e il rischio di morte
Le condizioni cliniche di Andrews erano degenerate a causa di un diabete aggressivo che aveva provocato un’insufficienza renale cronica durata due anni.
La terapia richiedeva tre sedute settimanali di emodialisi. Le lunghe ore immobile sulla sedia avevano provocato una severa atrofia muscolare che gli impediva di camminare, quadro clinico ulteriormente aggravato da un infarto sopraggiunto dopo sei mesi di trattamento.
«Sapevo che sarei morto, ho pensato che dovesse esserci un altro modo», ha raccontato Andrews al Daily Mail ricordando i mesi precedenti all’intervento sperimentale.
Il precedente clinico di Richard Slayman
La decisione di accettare il rene suino è maturata analizzando i tentativi precedenti condotti dalla stessa équipe chirurgica di Boston.
Nel 2024 Richard Slayman, 62 anni, era stato il primo ricevente di un organo suino geneticamente modificato. Slayman era deceduto due mesi dopo a causa di problemi cardiaci che i medici avevano dichiarato non correlati al rigetto del rene.
I dati di quell’operazione hanno convinto Andrews ad autorizzare il trapianto sperimentale, rivelatosi decisivo per consentirgli di superare la fase critica e ottenere l’organo umano definitivo.

