A settant’anni dalla crisi del 1956, il Canale di Suez rimane il fulcro irrinunciabile della logistica marittima mondiale. Il presidente cinese Xi Jinping si è recato al Cairo per una visita di tre giorni, la prima dopo dieci anni di assenza, accolto con cerimonie di Stato dal leader egiziano Abdel Fattah al-Sisi.
L’intesa tra Pechino e Il Cairo rafforza i legami diplomatici e militari in una regione instabile. L’obiettivo primario del governo cinese resta il presidio operativo dell’arteria navale che unisce l’Asia all’Europa.
La rotta mediterranea al riparo dalle tensioni commerciali
La strategia di Pechino risponde a due criticità precise. Da un lato pesano i blocchi geografici improvvisi, a partire dai rischi di chiusura dello Stretto di Hormuz.
Dall’altro incombono le guerre tariffarie rilanciate dalla presidenza di Donald Trump negli Stati Uniti, che alimentano una forte volatilità economica. Di fronte a queste turbolenze, la Cina punta a proteggere i flussi produttivi attraverso basi logistiche avanzate nel Mediterraneo.
La piattaforma industriale di Ain Sokhna
La presenza industriale cinese in Egitto poggia sull’area gestita da TEDA, la conglomerata statale di Tianjin attiva sul canale dal 2008. L’insediamento industriale si sviluppa su oltre dieci chilometri quadrati nei pressi della città di Ain Sokhna.
Il polo produttivo ospita più di 200 aziende, ha raccolto investimenti vicini a 5 miliardi di dollari e genera oltre 7 miliardi di dollari di fatturato complessivo. L’impatto economico locale è significativo: il 98% degli addetti è egiziano e l’export genera circa 100 milioni di dollari l’anno per le casse statali del Cairo.
Più del 95% delle merci assemblate ad Ain Sokhna salpa direttamente verso i mercati europei, mediorientali e americani, azzerando le settimane di navigazione necessarie per le tratte in partenza dai porti della terraferma asiatica.
Fase tre: semiconduttori e componentistica avanzata
L’incontro al Cairo ha formalizzato l’avvio della terza fase espansiva dell’hub industriale. Gli accordi allargano le attività alle filiere ad alta tecnologia, includendo data center, semiconduttori e catene di fornitura per i minerali critici.
Sul fronte manifatturiero, il produttore cinese di pneumatici ZC Rubber ha sottoscritto un’intesa per un nuovo stabilimento da 500 milioni di dollari destinato quasi per intero alle esportazioni occidentali.
Verso il tetto dei 15 miliardi entro il 2026
La direttrice egiziana riattiva con decisione i corridoi della Nuova Via della Seta. Gli investimenti diretti cinesi in Egitto, attestati a 12 miliardi di dollari nel 2025, sono destinati a toccare quota 15 miliardi di dollari entro il termine del 2026.

