Luca Argentero si prepara a tornare su Rai Uno con la quarta stagione di Doc – Nelle tue mani, in arrivo dal 24 settembre. L’attore piemontese, 49 anni, indossa da sei stagioni il camice del dottor Andrea Fanti, mentre nella vita privata attende il terzo figlio dalla moglie Cristina Marino.
Il peso emotivo del camice bianco
In un’intervista al Corriere della Sera, Argentero ha spiegato la complessità psicologica legata a un ruolo che porta sullo schermo sofferenza e lutti quotidiani. Affrontare questi temi per mesi consecutivi richiede una netta separazione tra lavoro e sfera privata.
«Doc lo amo. Perfino io, guardando la nuova prima puntata, mi sono emozionato, però interpretarlo mi sfinisce: mi confronto per mesi con il dolore, la malattia, la morte», ha dichiarato l’attore. A differenza del passato, il rientro a casa impone un cambio immediato di registro per dedicarsi ai figli tra bambole e macchinine.
L’impatto della paternità sul lavoro
La nascita di Nina Speranza, 6 anni, e Noè Roberto, 3 anni, ha segnato un punto di svolta nel suo approccio alla recitazione. Argentero ha definito l’esperienza paterna come una trasformazione che lo ha reso più sensibile e consapevole anche davanti alla macchina da presa.
Pensando al destino del suo personaggio, segnato dalla perdita della memoria, l’attore individua subito il suo timore più grande: «Avrei paura di perdere i ricordi legati alla nascita dei miei figli. Ero in sala parto: sono emozioni ancestrali, che si piantano nel cervello. Dimenticarle sarebbe disastroso».
Trasferimenti sul set e nuovi ritmi per il futuro
La gestione dei ritmi professionali resta vincolata agli equilibri domestici. Per consentire la produzione dei nuovi episodi, l’intera famiglia ha lasciato Milano per trasferirsi a Roma per un periodo di sei mesi, un impegno condiviso con Cristina Marino, presente anche lei nel cast della fiction.
Lo sguardo verso la maturità artistica e anagrafica coincide con una revisione delle priorità contrattuali ed economiche. L’obiettivo dichiarato non è l’abbandono delle scene, bensì il raggiungimento di una libertà gestionale che consenta pause più lunghe e viaggi con la famiglia.
«Voglio riuscire a lavorare con un ritmo diverso da quello di oggi e, soprattutto, senza essere obbligato da motivi economici», ha spiegato l’attore, deciso a selezionare i progetti futuri con maggiore autonomia.

