All’ingresso di Seulo, paese di circa 750 residenti nella Barbagia sarda, un cartello accoglie i visitatori definendo il borgo come la comunità più longeva al mondo. A differenza di altre località che rivendicano primati simili, il comune sardo basa la dichiarazione sui registri ufficiali dello stato civile aperti nel 1866.
Tra il 1866 e il 1926 a Seulo è nato un centenario ogni 57 persone registrate. La frequenza è circa dieci volte superiore alla media nazionale italiana, dove il rapporto si attesta a un centenario ogni 2.500 abitanti.
Un momento del viaggio alla ricerca delle radici della longevità sarda.
La nascita della prima Blue Zone del pianeta
Nei primi anni 2000 il demografo belga Michel Poulain e il medico italiano Gianni Pes individuarono la straordinaria concentrazione di ultracentenari nell’area compresa tra la provincia di Nuoro e l’Ogliastra. I due studiosi tracciarono sulla mappa un cerchio con un pennarello blu, coniando la prima “Blue Zone” riconosciuta a livello globale.
Le ricerche storiche e anagrafiche sono proseguite negli anni grazie all’antropologo Pino Ledda con l’iniziativa Per non perdere la memoria. Il percorso di documentazione sul campo ha attraversato il massiccio del Gennargentu a bordo di una Ford Explorer elettrica.
Ford Explorer impegnata nei percorsi montani del Gennargentu.
La spedizione si collega al documentario L’isola dei centenari: alla ricerca della formula segreta della longevità, firmato da Giuseppe Bertuccio D’Angelo nell’ambito di Progetto Happiness. La troupe ha coperto oltre 600 chilometri di strade isolane per raccogliere le testimonianze dirette degli anziani del posto.
Storie di vita attiva tra i campi e le tradizioni
Le testimonianze raccolte mostrano una costante legata all’attività fisica quotidiana. Michela, 99 anni, prepara regolarmente la pasta fresca fatta in casa insieme alla propria famiglia.

Michela, 99 anni, durante la preparazione della pasta fresca in famiglia.
Maria Antonietta ha compiuto 100 anni e mantiene l’abitudine di consumare un bicchiere di vino rosso ai pasti. Battistina e Maria, entrambe di 102 anni, descrivono un’esistenza spesa nei campi, scandita da lunghe camminate e ritmi costanti.
Dettaglio laterale della Ford Explorer lungo l’itinerario sardo.
I fattori determinanti secondo l’amministrazione locale
Il sindaco di Seulo, Enrico Salvatore Murgia, individua i cardini di questa resistenza nell’organizzazione sociale. Famiglia, vicinato e senso di appartenenza evitano l’isolamento degli anziani, rafforzando l’azione dell’epigenetica accanto al patrimonio genetico.
L’alimentazione stagionale, il sonno pomeridiano e la gestione dello stress completano il quadro. I registri comunali mostrano picchi statistici rilevanti: nel 1922, su 42 bambini nati a Seulo, 6 hanno raggiunto e superato i 100 anni di età, rappresentando il 14% della coorte di quell’anno.
Battistina, 102 anni, intervistata per il documentario sulla longevità.
Il parallelismo tra tutela del territorio e salute umana guida la mobilità a zero emissioni scelta per documentare questi luoghi. Nelle parole degli anziani di Seulo resta la sintesi del tradizionale augurio sardo «A chent’annos», fondato sulla capacità di valorizzare l’essenziale.






