Amadori celebra a Foggia il traguardo dei venticinque anni de Il Campese, la prima filiera italiana dedicata al pollo allevato all’aperto. Il progetto, nato e sviluppato a ridosso del capoluogo dauno, rappresenta oggi una delle principali realtà integrate dell’agroalimentare Made in Italy.
Le celebrazioni si aprono con una visita sul campo all’interno di una delle strutture produttive della zona, ideata per mostrare da vicino la gestione quotidiana e le dinamiche dell’allevamento all’aperto.
I dati dello studio Ambrosetti e il confronto all’Università
I lavori proseguono presso l’Università degli Studi di Foggia con un incontro istituzionale incentrato sul modello di filiera. Durante l’evento viene illustrato il report curato da The European House-Ambrosetti, focalizzato sull’impatto economico e sociale generato dal circuito Campese nei territori coinvolti, a partire proprio dalla provincia foggiana.
Il dibattito offre una panoramica sul valore strategico delle produzioni avicole nazionali, mettendo a confronto il mondo accademico e le realtà produttive.
Alla tavola rotonda prendono parte esponenti delle istituzioni locali insieme ai delegati del Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste e del Ministero della Salute.

Il percorso della filiera tra Puglia e Molise
La nascita de Il Campese risale al 2001, frutto di un’intuizione di Francesco Amadori che individuò nei territori compresi tra Puglia e Molise le condizioni climatiche adatte per avviare questo tipo di insediamento rurale.
Il sistema si caratterizza per l’allevamento all’aperto privo di trattamenti antibiotici, dove il pollame può muoversi in ampi spazi esterni recintati e strutturati con copertura vegetale.
La gestione integrata copre l’intero ciclo produttivo per garantire parametri specifici di controllo, benessere animale e standard qualitativi del prodotto finale.

