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Assalti ai bancomat tra Foggia e Salento, sette arresti nell’operazione: cosa c’è di vero
- Sette persone residenti tra Foggia e Lecce sono state arrestate per assalti ai bancomat con la tecnica dell'esplosivo a marmotta.
- I colpi attribuiti al gruppo sono avvenuti a giugno a San Giovanni Rotondo, fruttando complessivamente oltre 21mila euro.
- Parte dei proventi rubati sarebbe servita a sostenere un detenuto la cui identità non è stata ancora formalmente individuata.
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Agli arrestati sono contestati due assalti compiuti a giugno: il primo il 13 giugno con un bottino superiore a 15mila euro e il secondo il 30 giugno per oltre 6mila euro. Entrambi i raid sono stati realizzati facendo esplodere sportelli bancomat tramite ordigni artigianali.
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Gli assalti ai bancomat messi a segno in Puglia si sono chiusi con l’arresto di sette persone residenti tra le province di Foggia e Lecce. I carabinieri della compagnia di San Giovanni Rotondo hanno eseguito le misure cautelari ordinate dal giudice per le indagini preliminari Carlo Protano del Tribunale di Foggia, fermando una batteria specializzata nella tecnica dell’ordigno artigianale, la cosiddetta «marmotta». Il verdetto sui fatti principali è confermato dagli atti giudiziari: due colpi consumati a giugno a San Giovanni Rotondo, danni strutturali agli edifici e oltre 21mila euro sottratti complessivamente.
Sul caso si sono moltiplicate ricostruzioni frammentarie relative ai legami tra le varie cellule del gruppo e alla gestione del denaro. Fare chiarezza punto per punto consente di distinguere i riscontri ufficiali emersi dalle perquisizioni dagli elementi ancora al vaglio degli investigatori.
Cosa è confermato: l’ordinanza, i sette indagati e i colpi di San Giovanni Rotondo
I provvedimenti restrittivi poggiano su due episodi specifici avvenuti a San Giovanni Rotondo. La notte del 13 giugno scorso una potente deflagrazione ha distrutto lo sportello di un istituto di credito cittadino, provocando lesioni non solo alla filiale ma anche ad alcuni appartamenti situati nella palazzina sovrastante. Il bottino di quella prima incursione ha superato la cifra di 15mila euro.
Come riporta LeccePrima, le indagini hanno identificato sette uomini accusati a vario titolo di furto aggravato, ricettazione, detenzione e porto in luogo pubblico di ordigni esplosivi micidiali. I soggetti colpiti dall’ordinanza sono Gianni Vantaggiato, Giuseppe Del Vento, Salah Eddine El Outri, Luca Enrico Santoro, Ottavio Saponaro, Kevin Francesco Fasano e Francesco Matteo Strafile.
I carabinieri hanno monitorato una specifica base logistica usata per pianificare le azioni. Durante l’osservazione è scattato un secondo raid la notte del 30 giugno, sempre a San Giovanni Rotondo, che ha fruttato oltre 6mila euro. Al termine di quel colpo le forze dell’ordine hanno bloccato in flagranza chi gestiva l’alloggio, recuperando attrezzi da scasso e un secondo ordigno artigianale nascosto sul tetto di uno stabile adiacente. Risulta accertato anche l’uso di vetture di piccola cilindrata, rubate poche ore prima degli assalti e abbandonate subito dopo la fuga.
Cosa è riportato ma non confermato: il ruolo del misterioso detenuto
Il retroscena più discusso dell’inchiesta tocca la spartizione dei proventi illeciti. Secondo quanto scrive ledicola.it, parte del denaro rubato sarebbe stata destinata al sostentamento di un detenuto con cui alcuni indagati mantenevano contatti telefonici costanti, aggirando le restrizioni carcerarie.
Questa destinazione economica figura nelle carte dell’accusa grazie all’ascolto delle intercettazioni telefoniche e telematiche. Tuttavia, l’identità precisa del carcerato non è stata ancora formalmente individuata e resa nota dagli inquirenti. Resta dunque da chiarire se l’uomo dietro le sbarre esercitasse un ruolo di vertice impartendo ordini operativi o se fosse un semplice destinatario di aiuti finanziari decisi dal gruppo in virtù di precedenti rapporti di complicità.
Mito contro realtà sulla rete criminale tra Daunia e Salento
Nelle ore successive all’operazione si è diffusa l’idea che la banda fosse nata all’improvviso come una cooperazione inedita tra territori distanti. I precedenti investigativi smentiscono questa lettura: tre degli odierni indagati salentini, ovvero Kevin Francesco Fasano, Luca Enrico Santoro e Ottavio Saponaro, erano già stati arrestati a luglio dai carabinieri di Casarano e Gallipoli per una serie di rapine a mano armata nel basso Salento.
Non si tratta quindi di una cellula sconosciuta, bensì di figure già note alle cronache giudiziarie che avevano allargato il raggio d’azione alle province foggiane. Un’altra convinzione errata riguarda il legame diretto tra questo blitz e altri recenti arresti avvenuti a Cerignola per furti con esplosivo commessi nel 2025 tra Foggia, Benevento e Macerata: benché il contesto operativo sia analogo, le due inchieste restano procedimenti autonomi condotti da comandi differenti.
| Confermato | Non confermato |
|---|---|
| Ordinanza di custodia cautelare del Tribunale di Foggia per sette indagati | Identità compiuta del detenuto destinatario di parte del denaro |
| Due assalti con ordigni a San Giovanni Rotondo per oltre 21mila euro complessivi | Eventuale comando verticistico impartito direttamente dall’interno del carcere |
| Sequestro di un ordigno nascosto sul tetto e di arnesi da scasso nel covo | Collegamento organico diretto con i colpi del 2025 tra Cerignola, Benevento e Macerata |
| Uso di vetture di piccola cilindrata rubate nella notte dei raid | Ruolo attivo di altri complici nell’esecuzione materiale delle due esplosioni |
L’evoluzione del procedimento giudiziario e l’esito degli interrogatori di garanzia davanti al gip chiariranno la reale catena di comando e l’identità del detenuto rimasto finora senza nome. Riusciranno le indagini a svelare chi manovrava i contatti telefonici dalla cella? 🔍
Frequently asked
Quale tecnica usava la banda per colpire i bancomat?
Il gruppo utilizzava la tecnica dell'ordigno artigianale, nota come marmotta, provocando deflagrazioni che danneggiavano gli sportelli e gli edifici circostanti.
Chi sono le persone destinatarie dell'ordinanza di custodia cautelare?
I sette indagati sono Gianni Vantaggiato, Giuseppe Del Vento, Salah Eddine El Outri, Luca Enrico Santoro, Ottavio Saponaro, Kevin Francesco Fasano e Francesco Matteo Strafile.
Cosa è stato trovato nella base logistica monitorata dai carabinieri?
Al termine del colpo del 30 giugno le forze dell'ordine hanno sequestrato attrezzi da scasso e un secondo ordigno artigianale nascosto sul tetto di uno stabile adiacente.
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