Avviso 10 minuti prima di staccare: storica fabbrica dichiara bancarotta e lascia a casa oltre 30 famiglie

Chiusura della fabbrica di imballaggi Ananda Pack a Córdoba
I cancelli sbarrati della storica fabbrica di cartone dopo l'annuncio improvviso di fallimento.

La storica fabbrica di imballaggi e scatole di cartone Ananda Pack ha annunciato improvvisamente il proprio fallimento, interrompendo ogni attività produttiva.

La decisione ha lasciato senza lavoro oltre trenta famiglie nella città di Córdoba, in Argentina, dove la maggior parte degli operari vantava un’anzianità di servizio compresa tra i 18 e i 25 anni.

Licenziati a fine turno: la testimonianza dei dipendenti

La notizia della chiusura è arrivata senza alcun preavviso al termine della settimana lavorativa, cogliendo di sorpresa l’intero organico dello stabilimento situato tra i quartieri di San Vicente e Müller.

Cierra una fábrica en Córdoba.
Chiusura di una fabbrica a Córdoba.

«Venerdì all’ultimo minuto, dieci minuti prima di uscire, è stato comunicato ai colleghi che da martedì l’azienda non avrebbe più riaperto i battenti e che veniva dichiarata bancarotta», ha denunciato l’operaio Guillermo Vega all’emittente locale Cba24n.

Al rientro il martedì successivo, i lavoratori hanno trovato i cancelli sbarrati e le linee di produzione completamente ferme.

Stipendi non pagati e assenza di comunicazioni ufficiali

Gli operai denunciano il mancato pagamento dell’ultima quindicina di lavoro maturata prima della serrata.

L’amministrazione aziendale non ha fatto pervenire i telegrammi formali di licenziamento e non ha avviato alcun confronto per il riconoscimento delle indennità di liquidazione spettanti al personale.

Avviso 10 minuti prima di staccare: storica fabbrica dichiara bancarotta e lascia a casa oltre 30 famiglie

I fattori del collasso: costi fissi e canoni raddoppiati

L’azienda riforniva numerosi settori del commercio regionale, realizzando imballaggi per calzature, pizzerie e locali gastronomici.

La società si trovava già in regime di concordato preventivo, ma a determinare il blocco definitivo è stata l’insostenibilità della struttura operativa quotidiana.

I vertici aziendali hanno attribuito il crack finanziario alla contrazione generale dei consumi, all’aumento generale delle spese fisse e a un rincaro che ha raddoppiato il costo degli affitti dei capannoni industriali.

Il personale respinge l’ineluttabilità della crisi, ricordando come solo pochi mesi prima i volumi produttivi fossero in netta ripresa rispetto alla fine dell’anno precedente, al punto da spingere la direzione a organizzare un pranzo aziendale di ringraziamento.

Con il deposito della procedura fallimentare in tribunale, i lavoratori attendono ora la nomina del curatore fallimentare per l’inventario e la successiva liquidazione dei beni aziendali, unico canale rimasto per recuperare le retribuzioni arretrate e il TFR.

Qui condivido consigli utili e lifehack per affrontare al meglio recupero anni, diplomi, debiti ed esami universitari. Istituto Impariamo

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *