«Accompagnate i figli al cancello per non provare angoscia»: l’affondo di Matteo Lancini scuote le famiglie
L’abitudine quotidiana di scortare i ragazzi fin davanti all’ingresso dell’istituto scolastico non rappresenta una dimostrazione d’affetto, bensì un meccanismo di difesa psicologica degli adulti. La provocazione arriva dallo psicoterapeuta Matteo Lancini, intervenuto sul palco della Casa del Teatro Ragazzi e Giovani a Torino.
Le parole dello specialista hanno acceso un confronto serrato sull’effettiva indipendenza concessa alle nuove generazioni: «I ragazzini oggi sono impossibilitati ad andare a scuola soli perché i genitori li accompagnano fino al cancello. Gli adulti fanno passare il controllo per amore invece sacrificano le esperienze dei figli per non provare angosce».
La frattura tra bisogno educativo e timori familiari
La presa di posizione di Lancini tocca un nervo scoperto nel rapporto tra generazioni. L’eccesso di controllo, secondo la lettura psicopedagogica, rischia di sottrarre ai giovanissimi lo spazio per sviluppare resilienza, senso di responsabilità e capacità di risolvere imprevisti ordinari.
La progressiva riduzione del raggio di movimento autonomo alimenta insicurezze diffuse e fobie sociali. Molti educatori segnalano come la presenza costante della figura genitoriale privi i ragazzi di un rito di passaggio fondamentale nella costruzione dell’identità personale.
I vincoli della legge e la percezione del pericolo urbano
La replica delle famiglie sposta l’asse della questione dal piano psicologico a quello pratico e giuridico. Numerosi genitori evidenziano che la presenza all’ingresso dell’edificio non scaturisce da una scelta facoltativa, ma da precisi obblighi normativi.
Il nodo dell’articolo 591 del Codice Penale
La legislazione italiana impone tutele stringenti fino al compimento dei 14 anni d’età. L’articolo 591 del Codice Penale, che punisce l’abbandono di minori, costringe le istituzioni scolastiche a varare regolamenti rigidi per la consegna e l’uscita degli studenti.
- Le scuole richiedono specifiche liberatorie formali per autorizzare l’uscita autonoma dei minori dagli edifici scolastici.
- I dirigenti scolastici e il personale rispondono della vigilanza fino al subentro effettivo dei tutori legali o di delegati maggiorenni.
- Le famiglie scelgono il presidio fisico per evitare contestazioni legate a profili di responsabilità civile e penale.
Accanto ai profili normativi, pesano le condizioni materiali dello spazio pubblico. Traffico automobilistico intenso, carenza di marciapiedi protetti, attraversamenti a rischio e timori legati alla microcriminalità spingono molti nuclei familiari a considerare l’accompagnamento un atto di protezione inevitabile.

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