Una vacanza di tre settimane tra safari e oceano si è trasformata in un’attesa forzata nella capitale del Kenya. Fabrizio e Alessandra, insieme ai figli Tommaso e Camilla e ai nipoti Ginevra e Matteo, sono fermi a Nairobi dal 30 agosto, giorno in cui avrebbero dovuto imbarcarsi per tornare a Firenze.
I voli cancellati e le spese a carico dei passeggeri
L’itinerario prevedeva una prima tratta verso Abu Dhabi e la coincidenza diretta a Roma. Il collegamento è saltato all’improvviso per lo sciopero del personale dell’aviazione civile keniota.
Nei giorni successivi la compagnia aerea ha invitato i sei viaggiatori a tornare ai banchi di accettazione, ma la scena si è ripetuta per tre volte consecutive, con altrettante cancellazioni. La famiglia ha dovuto coprire autonomamente i costi per pasti, spostamenti e alloggi d’emergenza, superando i 700 euro di spesa prima di ottenere una sistemazione alberghiera dalla compagnia.
L’attesa fino al 6 settembre
La mobilitazione dei lavoratori aeroportuali è rientrata, ma la riprogrammazione dei voli ha saturato le rotte internazionali. Il primo collegamento utile assegnato al gruppo è stato fissato per il 6 settembre, una settimana dopo la data prevista per il rientro.
La corsa contro il tempo per i controlli oncologici
Il ritardo crea una complicazione medica critica per Alessandra, reduce da un intervento chirurgico affrontato in primavera per una patologia tumorale. In questi giorni la donna avrebbe dovuto presentarsi in ospedale per sottoporsi a una serie di esami di controllo essenziali, tra cui una Tac.
«Purtroppo mia moglie ha dovuto posticipare i controlli ospedalieri e con una malattia come il tumore stiamo vivendo un disagio importante», ha spiegato Fabrizio.
La famiglia attende ora l’imbarco del 6 settembre dall’hotel messo a disposizione dal vettore a Nairobi, senza certezze sull’effettiva ripresa dei collegamenti verso l’Italia.

