Colpo da 5 banditi alla gioielleria Corona a Oderzo: titolare minacciato con un piede di porco
Una banda composta da quattro o cinque persone incappucciate ha preso di mira la gioielleria Corona in Piazza Grande a Oderzo nella notte del 3 settembre. I malviventi hanno forzato l’ingresso e saturato i locali con la polvere di un estintore per azzerare la visibilità e rallentare i soccorsi, iniziando subito a svuotare le teche.
Il piano è fallito grazie alla reazione immediata del proprietario, Marco Corona, che vive nell’appartamento adiacente all’attività. Allertato dalla centrale di vigilanza Sicuritalia, l’uomo è sceso tempestivamente in strada per affrontare gli intrusi.
Il faccia a faccia e la fuga precipitosa
Corona ha affrontato i malviventi intimando loro di andarsene e avvisandoli dell’imminente arrivo delle forze dell’ordine. Ha finto di avvicinarsi all’ingresso per poi tentare di individuare il mezzo di fuga e leggere la targa dell’auto, dove un quinto complice attendeva al volante.
La minaccia con gli attrezzi da scasso
Durante l’uscita precipitosa dal negozio, i quattro ladri hanno incrociato il commerciante minacciandolo direttamente con un grosso piede di porco e cacciaviti di grandi dimensioni. La pattuglia della vigilanza privata è giunta sul posto in circa un minuto e mezzo, costringendo il gruppo ad abbandonare parte del materiale a terra e fuggire prima del previsto.


Marco Corona, titolare della gioielleria di Piazza Grande a Oderzo.
Il bottino complessivo resta da quantificare, ma include pezzi unici disegnati a mano dal titolare e da suo padre. I malviventi hanno sradicato aperture e mandato in frantumi le vetrine sia interne che affacciate sulla piazza centrale.
La memoria familiare e le indagini
L’allarme perimetrale si è attivato al primo tentativo di scasso della porta blindata, probabilmente aggredita con un gas refrigerante per indebolire i metalli. I carabinieri della Tenenza di Oderzo hanno acquisito i filmati del circuito di videosorveglianza interno, rimasto pienamente operativo.
Nelle registrazioni si notano i ladri camminare con posture alterate per complicare l’identificazione biometrica da parte degli investigatori.
L’episodio riapre una ferita profonda per la famiglia Corona: nel 1951 il nonno di Marco fu ucciso durante una rapina all’interno dell’attività. Il pensiero di quel tragico precedente ha spinto il negoziante a mantenere la distanza di sicurezza durante il confronto in piazza.
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