Dati gonfiati da 10 a 22 incidenti per piazzare l’autovelox: chiesto il rinvio a giudizio per il sindaco di Tribano

Dati gonfiati da 10 a 22 incidenti per piazzare l'autovelox: chiesto il rinvio a giudizio per il sindaco di Tribano
Dati gonfiati da 10 a 22 incidenti per piazzare l'autovelox: chiesto il rinvio a giudizio per il sindaco di Tribano

Il caso dei rilievi stradali falsati sulla Monselice-Mare

La Procura di Padova ha chiesto il rinvio a giudizio per Massimo Cavazzana, 61 anni, sindaco di Tribano e vicepresidente nazionale di Anci. L’accusa contestata è falso ideologico.

Secondo i magistrati, il primo cittadino avrebbe alterato le statistiche sugli incidenti per ottenere dalla Prefettura il via libera a un autovelox sulla strada regionale 104 Monselice-Mare. L’udienza preliminare è fissata per il prossimo gennaio.

Il tratto interessato, gestito da Veneto Strade, è un’arteria a due corsie ad alta intensità di traffico che attraversa e divide in due il territorio comunale di Tribano.

Lo scarto tra i registri regionali e i documenti comunali

L’indagine, coordinata dal pubblico ministero Roberto D’Angelo, è nata da un esposto presentato dal consigliere comunale di minoranza Roberto Bazzarello. Al centro dell’accertamento c’è la discrepanza nei dati sulla sinistrosità stradale.

Nel fascicolo trasmesso alla Prefettura con firma digitale, il Comune certificava 22 incidenti con 35 feriti tra il 2016 e il 2020. I numeri ufficiali dell’Ufficio Statistica della Regione Veneto raccontavano una realtà diversa: 10 incidenti complessivi, 19 feriti e nessun decesso in quel medesimo arco temporale.

Multe a bilancio e l’intervento di Fleximan

L’opposizione ha denunciato come la manovra mirasse a fare cassa: nel bilancio di previsione 2024, l’amministrazione comunale aveva inserito una stima di entrate da violazioni del codice della strada pari a 1 milione di euro.

Il dispositivo di controllo della velocità è stato attivato il 3 agosto 2023, ma è rimasto in funzione soltanto due mesi. La notte del 3 ottobre 2023 il palo è stato segato e abbattuto dal sabotatore seriale ribattezzato “Fleximan”, senza venire più reinstallato.

Le posizioni a confronto

Cavazzana rivendica la totale correttezza del proprio operato, motivando la richiesta con la pericolosità storica dell’arteria, teatro in passato di incidenti mortali tra cui la scomparsa di una ragazza di 14 anni. Il sindaco ha inoltre chiarito che la documentazione telematica era gestita direttamente dal personale amministrativo mentre lui si trovava impegnato altrove in Commissione Via.

Dal canto suo, il consigliere Bazzarello evidenzia come la richiesta di processo certifichi la validità dell’esposto depositato a inizio 2024, basato sul confronto oggettivo dei dati istituzionali.

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