Autovelox a San Donà: la Procura archivia 9 denunce e il sindaco chiede 150mila euro di danni
La Procura della Repubblica di Venezia ha archiviato tutte le nove denunce presentate dall’associazione Altvelox contro il sindaco di San Donà di Piave, Alberto Teso. La decisione giudiziaria segna un punto di svolta nel contenzioso sugli occhi elettronici installati nel territorio comunale.
In risposta alla serie di esposti giudiziari, il primo cittadino ha notificato un atto di citazione civile chiedendo 150mila euro a titolo di risarcimento danni a Gianantonio Sottile Cervini, referente dell’associazione.
La decisione del pubblico ministero
Il sostituto procuratore Roberto Terzo ha motivato il provvedimento in un documento di 25 pagine. L’archiviazione ha scagionato anche l’intera giunta comunale di San Donà, il sindaco di Meolo Daniele Pavan e il prefetto di Venezia Darco Pellos.
Il magistrato ha chiarito che le dichiarazioni pubbliche di Teso non presentavano alcun carattere diffamatorio, rientrando nella replica diretta e proporzionata alle ripetute accuse mosse dall’associazione. La Procura ha inoltre evidenziato come le decine di iniziative giudiziarie e mediatiche promosse da Altvelox abbiano generato un contesto tale da giustificare toni di risposta fermi e aspri.
Due procedimenti penali per calunnia
Fondi destinati alle vittime della strada
L’intera somma di 150mila euro richiesta nella causa per diffamazione sarà devoluta in beneficenza alle associazioni che assistono le vittime degli incidenti stradali. Sul fronte penale rimangono attivi due procedimenti avviati da Teso nei confronti di Sottile Cervini per diffamazione e calunnia.

La disputa aveva toccato anche la sfera professionale del sindaco, a seguito di segnalazioni depositate dall’associazione presso l’Ordine degli avvocati di Venezia per richiederne provvedimenti disciplinari.
I rilevatori sulla Jesolana e gli esposti contabili
La gestione della viabilità a San Donà poggia su due dispositivi di controllo della velocità: uno situato tra il ponte dei Granatieri e la rotatoria di via Armellina, l’altro attivo lungo la SR 43 Jesolana. Quest’ultimo è stato posizionato nel tratto dove, nel 2019, un incidente stradale causò la morte di quattro giovani.
Parallelamente alla contesa penale, Altvelox ha indirizzato nuovi esposti alla Guardia di Finanza e alla sezione di controllo della Corte dei Conti per il Veneto, chiedendo accertamenti sulla ripartizione dei proventi delle sanzioni del codice della strada tra il 2021 e il 2025.
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