Davide Batticuore porta al Torino Film Festival 4 anni di scatti e un docufilm da 61 minuti

Davide Batticuore porta al Torino Film Festival 4 anni di scatti e un docufilm da 61 minuti
Davide Batticuore porta al Torino Film Festival 4 anni di scatti e un docufilm da 61 minuti

Dalla crisi fisica alla rinascita visiva

Un blocco fisico importante, causato dalle troppe ore passate davanti allo schermo per la post-produzione, ha rischiato di fermare la carriera di Davide Batticuore. Per recuperare il proprio benessere, il fotografo torinese ha iniziato a camminare quotidianamente per le strade del capoluogo piemontese con la macchina fotografica al collo.

Quella che era cominciata come una semplice terapia personale si è trasformata in un archivio monumentale. Dopo aver lavorato per anni su commissione, Batticuore ha dedicato quattro anni a catturare la città senza vincoli commerciali, arrivando a donare oltre duemila immagini all’Archivio Storico della Città di Torino.

Sessantuno minuti diretti con Jaqueline Dos Santos Campos

L’intero percorso ha preso forma cinematografica in “Una Torino da Batticuore”, un documentario di sessantuno minuti firmato insieme alla regista Jaqueline Dos Santos Campos. L’opera è stata selezionata per la sezione Documentari del 44° Torino Film Festival.

La pellicola non nasconde la fatica dell’autore, mettendo in mostra le paure, i dubbi e il senso di smarrimento affrontati durante la riabilitazione. L’approdo alla rassegna cittadina rappresenta il traguardo naturale per un progetto radicato nell’architettura locale ma pensato per un pubblico ampio.

La scelta dell’alba e delle inquadrature dall’alto

Il punto di svolta visivo è arrivato salendo in quota. Fotografare Torino dall’alto ha permesso a Batticuore di mutare radicalmente prospettiva, riflettendo sulla propria condizione personale da una distanza inedita.

Nelle inquadrature a terra domina invece la luce delle prime ore del giorno. L’alba offre una calma e un silenzio introvabili nelle grandi metropoli contemporanee, esaltando l’eleganza sabauda e le variazioni cromatiche scandite dal cambio delle stagioni.

Il nuovo capitolo: dare un volto alle strade

Il lavoro documentario non chiude il legame tra il fotografo e il territorio. Da circa sei mesi Batticuore sta lavorando al capitolo successivo del suo archivio visivo contemporaneo.

Se la prima fase ha immortalato architetture silenziose e piazze prive di persone, la nuova produzione punta a inserire la presenza umana. L’obiettivo è documentare il movimento quotidiano e le anime che animano le strade piemontesi.

Qui condivido consigli utili e lifehack per affrontare al meglio recupero anni, diplomi, debiti ed esami universitari. Istituto Impariamo

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *