Elezioni Milano, Sala detta la linea: “Voto tra 15 aprile e 15 giugno, primarie non sono un tabù”

Elezioni Milano, Sala detta la linea: "Voto tra 15 aprile e 15 giugno, primarie non sono un tabù"
Elezioni Milano, Sala detta la linea: "Voto tra 15 aprile e 15 giugno, primarie non sono un tabù"

Giuseppe Sala definisce il perimetro e i tempi per la scelta del suo successore a Palazzo Marino. A margine dell’apertura della Festa dell’Unità metropolitana del Partito Democratico, il sindaco di Milano ha chiarito la propria posizione sulle manovre in corso nel centrosinistra e sull’ipotesi della candidatura di Mario Calabresi.

“Chi vuol bene ai candidati oggi è meglio che non ci metta il cappello”, ha spiegato Sala, commentando il sostegno espresso da Azione nei confronti dell’ex direttore di Repubblica prima ancora di un’ufficializzazione. Il sindaco riconosce comunque il ruolo del partito guidato da Carlo Calenda nella costruzione dell’alleanza, ricordando il percorso amministrativo condiviso negli anni.

Il calendario elettorale e l’opzione primarie

La partita si giocherà anzitutto sul timing. A differenza delle elezioni politiche, le amministrative offrono una finestra temporale definita, compresa tra il 15 aprile e il 15 giugno.

I partiti della coalizione cercheranno prima una figura condivisa. Qualora l’accordo unitario non dovesse concretizzarsi, lo strumento dei gazebo resta sul tavolo.

Per Sala, le primarie “non sono né un dogma né un tabù, ma possono essere una soluzione”. I tempi, però, devono essere calibrati: nessun voto a brevissimo termine, considerando impraticabile l’idea di svolgere le primarie con otto mesi di anticipo rispetto all’apertura delle urne.

Il peso delle mosse anticipate su Mario Calabresi

Sulla scelta di Calabresi di esporsi con largo anticipo rispetto alla scadenza elettorale, Sala rimanda direttamente alle intenzioni dell’ex giornalista, legate al suo dichiarato cambio di percorso personale.

Sala ha commentato anche le aperture arrivate dal centrodestra, in particolare dall’ex sindaco Gabriele Albertini: un attestato di stima che rischia di non giovare a una candidatura progressista. L’elettorato di centrosinistra, articolato e sensibile, potrebbe non accogliere positivamente simili convergenze esterne.

I sondaggi e la tenuta del campo largo

I numeri attuali indicano un chiaro vantaggio per il centrosinistra, forte di un attivismo che al momento non si registra tra i partiti di opposizione milanesi. Le probabilità di successo rimangono elevate, a patto di governare con precisione la costruzione dell’alleanza.

Sulla tenuta del “campo largo”, Sala suggerisce di evitare programmi enciclopedici da duemila pagine, puntando invece a un confronto serrato sui nodi divisivi per trovare una sintesi politica reale prima del voto.

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