Fondi per il caldo a scuola, scatta la protesta: il paradosso che esclude gli istituti senza condizionatori

Aula scolastica vuota con banchi e finestre durante i mesi estivi
Il piano del Ministero stanzia 20 milioni di euro per migliorare il microclima nelle classi.

Fondi per il raffrescamento: il blocco dei 20 milioni

Il Ministero dell’Istruzione e del Merito ha attivato una misura da 20 milioni di euro per contrastare il caldo anomalo nelle aule scolastiche. La misura attua il Decreto ministeriale n. 179 del 2 settembre, con avviso pubblico diffuso il 4 settembre.

I fondi sono vincolati all’acquisto e all’installazione di dispositivi capaci di garantire il comfort microclimatico negli ambienti didattici. Tuttavia, i criteri di assegnazione hanno innescato una dura presa di posizione sindacale.

La UIL Scuola denuncia un vincolo che rischierebbe di tagliare fuori centinaia di istituti statali, proprio mentre le temperature di inizio anno continuano a mettere a dura prova studenti e personale.

La trappola dell’articolo 4: efficientamento senza condizionatori

Il punto più contestato riguarda i requisiti previsti dall’articolo 4 dell’Avviso pubblico. La norma esclude dai finanziamenti gli edifici che negli ultimi cinque anni hanno già beneficiato di interventi per l’efficientamento energetico.

Molti istituti scolastici hanno impiegato fondi del PNRR o stanziamenti degli enti locali per rifare infissi, tetti e cappotti termici. Tali ristrutturazioni hanno migliorato l’isolamento degli stabili, ma nella quasi totalità dei casi non hanno incluso impianti di climatizzazione o trattamento dell’aria.

Il risultato pratico è un paradosso strutturale: le aule rimangono prive di aria condizionata ma non possono accedere alla nuova tranche di contributi ministeriali.

Fondi per il caldo a scuola, scatta la protesta: il paradosso che esclude gli istituti senza condizionatori

“A rischio l’accesso alle risorse per le scuole già interessate da interventi di efficientamento energetico ma ancora prive di impianti adeguati”, ha dichiarato Andrea Codispoti, responsabile nazionale del Dipartimento dei Dirigenti scolastici UIL Scuola.

I chiarimenti richiesti al Ministero

Il sindacato ha trasmesso una richiesta formale a Viale Trastevere per ottenere due delucidazioni immediate:

  • Se la sola riqualificazione dell’involucro edilizio determini l’automatica inammissibilità della domanda, pure in assenza di impianti di ricambio o raffrescamento d’aria.
  • Se le scuole possano candidarsi laddove non sussista una sovrapposizione economica con precedenti contributi destinati al medesimo impianto.

Finestra di quattro giorni: corsa contro il tempo

A complicare il quadro è la gestione della procedura a sportello. La finestra telematica per l’invio delle richieste si è aperta alle ore 9.00 del 7 settembre e si chiuderà inderogabilmente alle ore 14.00 dell’11 settembre.

I dirigenti scolastici hanno a disposizione soltanto quattro giorni lavorativi per reperire la documentazione tecnica sugli immobili, i quali appartengono quasi sempre a Comuni o Province.

Il lasso temporale coincide con la riapertura dei plessi e la presa di servizio del personale docente e ATA. Per evitare che le risorse restino inutilizzate, la UIL Scuola chiede la proroga immediata dei termini di scadenza.

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