Il piano fiscale per sostenere il ceto medio
Il cantiere della prossima manovra economica mette di nuovo l’Irpef al centro delle priorità politiche. Con l’avvicinarsi dell’ultima sessione di bilancio prima della scadenza della legislatura, l’esecutivo punta ad alleggerire il prelievo sui redditi da lavoro.
Dopo il passaggio della seconda aliquota dal 35 al 33%, l’attenzione tecnica si è spostata su due fasce specifiche di contribuenti, con l’obiettivo di liberare risorse per la classe media.
Le due ipotesi per la rimodulazione degli scaglioni
Il governo sta studiando un doppio intervento che riguarda la base imponibile iniziale e la fascia superiore intermedia.
Dall’aliquota minima al tetto dei 60 mila euro
Il presidente della commissione Finanze della Camera, Marco Osnato, ha prospettato una revisione della prima aliquota applicata ai redditi fino a 28 mila euro, ipotizzando una discesa dal 23 al 22%.
Parallelamente, il viceministro dell’Economia Maurizio Leo e Forza Italia spingono per ritoccare la parte alta dello scaglione intermedio.
- Prima fascia: riduzione dal 23 al 22% per i redditi fino a 28 mila euro.
- Seconda fascia: innalzamento del tetto massimo dai 50 mila attuali a 60 mila euro.
L’innalzamento della soglia permetterebbe alla porzione di reddito compresa tra i 50 mila e i 60 mila euro di essere tassata al 33%, evitando l’aliquota massima del 43%.

