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Martine Rose alla guida di Balenciaga: dai club londinesi al vertice della maison
Martine Rose è la nuova direttrice creativa di Balenciaga. Il gruppo Kering ha ufficializzato la nomina della designer londinese al timone della storica casa di moda parigina, aprendo una fase del tutto inedita: si tratta della prima donna a guidare il marchio nei suoi 109 anni di vita.
La stilista britannico-giamaicana subentra dopo la conclusione dell’esperienza di Pierpaolo Piccioli, rimasto alla guida della maison per tre stagioni e sedici mesi. Il passaggio di consegne segna un netto cambio di rotta estetico e culturale, spostando il baricentro creativo verso un universo fatto di sottoculture, silhouette decostruite e codici urbani.
Qual è il legame tra Martine Rose e Balenciaga?
Il nuovo incarico di Martine Rose a Balenciaga non è un esordio assoluto, ma un ritorno all’interno di una realtà che la designer conosce già molto bene. Tra il 2015 e il 2018 ha lavorato a stretto contatto con Demna nel ruolo di consulente per le collezioni uomo della maison.
In quel triennio, Rose ha contribuito alla definizione di quella mascolinità ironica e imponente che ha reso il marchio uno dei più discussi del decennio. Come riporta Velvet Style, questa precedente esperienza all’interno della struttura parigina ha permesso alla stilista di misurarsi con i ritmi di produzione industriali e la scala globale del brand, fornendole le basi per assumere oggi la piena direzione dell’intera etichetta.
Non si tratta quindi di una scelta improvvisata da parte di Kering. La designer conosce il DNA aziendale e ne ha già condiviso le tensioni creative sul corpo maschile e sull’estetica contemporanea.
Chi è Martine Rose e come è nata la sua etichetta indipendente?
Nata nel 1980 a Croydon da una famiglia di origini giamaicane, Martine Rose si è formata alla Middlesex University prima di fondare il proprio marchio omonimo a Londra nel 2007. La sua prima presentazione consisteva in appena dieci camicie esposte al Blacks Private Members Club di Soho.
Il suo percorso è cresciuto lontano dai percorsi tradizionali della moda commerciale. Supportata all’inizio dal collettivo Fashion East, ha saputo conquistare la stima della critica internazionale fino a ricevere il premio come British Menswear Designer of the Year nel 2023 e a sfilare come guest designer a Pitti Uomo nel 2022.
Secondo quanto ricostruito da ELLE, il lavoro di Rose è sempre stato guidato da «un occhio spalancato sulla società», traducendo la vita vera delle persone comuni e dei frequentatori dei club londinesi in pezzi di design sofisticati.
Quali sono i codici distintivi del suo stile?
La visione stilistica di Rose affonda le sue radici nelle sottoculture britanniche più autentiche: la cultura rave degli anni Novanta, la dancehall, il mondo del reggae, l’estetica casual legata al calcio inglese e l’abbigliamento da lavoro. I suoi abiti non nascono per assecondare le tendenze del momento, ma per documentare comunità reali.
Le proporzioni esasperate e la sartoria
La cifra tecnica della designer si manifesta attraverso l’alterazione calibrata dei volumi. Spalle scese e oversize, pantaloni a vita alta con tagli svasati, bomber gonfiati e maglie sportive convivono con giacche dalle proporzioni modificate. Citando un approfondimento su Harper’s Bazaar, la stilista dimostra che «per deformare una forma bisogna prima averne compreso la struttura», confermando una profonda competenza sartoriale dietro le apparenze eccentriche.
Anche le modalità di presentazione riflettono questo metodo. Durante i mesi del lockdown nel 2021, Rose ha mostrato la sua collezione facendo filmare i capi direttamente da ventiquattro persone in tutto il pianeta all’interno dei loro appartamenti, tra cui spiccava il rapper Drake ripreso nel proprio studio di registrazione.
Quali sono le sue collaborazioni più famose oltre a Balenciaga?
Nel corso della sua carriera indipendente, la stilista ha unito il proprio marchio a giganti del settore calzaturiero e dello streetwear. Ha sviluppato linee acclamate con Nike, reinventando storiche silhouette sportive, e ha firmato partnership con marchi come Clarks, Supreme e Napapijri.
La sua influenza ha raggiunto platee planetarie anche grazie al supporto di grandi icone musicali. Nel 2025, durante l’esibizione all’intervallo del Super Bowl, Kendrick Lamar è salito sul palco indossando una giacca firmata proprio dalla designer londinese, proiettando il suo nome al centro dell’attenzione globale.
Perché la sua nomina è considerata una svolta storica?
Il passaggio al vertice della maison parigina infrange una barriera temporale durata oltre un secolo. Fondata nel 1917 dallo stilista spagnolo Cristóbal Balenciaga, l’azienda non aveva mai affidato la guida creativa a una donna.
Il contrasto con la precedente gestione è evidente. Se l’approccio di Piccioli puntava sull’eleganza classica, sul colore e sul romanticismo dell’alta moda, l’arrivo di Rose immette nel marchio un’energia più cruda, legata alla strada e alla ridefinizione dei generi.
Cosa succederà adesso a Parigi con il suo arrivo?
La stilista prenderà ufficialmente possesso del suo incarico negli uffici parigini della maison il 16 novembre, lasciando Londra come sede principale del suo lavoro. Il calendario ufficiale per il debutto in passerella della prima collezione firmata da lei non è ancora stato reso noto dal marchio.
Cosa ne pensate dell’arrivo di Martine Rose alla guida della storica maison parigina? Diteci la vostra nei commenti.

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