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Mattarella a Napoli scuote il Paese: “Chi nasce al Sud deve poter scegliere di restare, è una priorità di interesse nazionale”
Garantire a chi nasce nel Mezzogiorno la libertà effettiva di non emigrare rappresenta una priorità strategica per l’intera Repubblica. Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha trasformato le celebrazioni per i vent’anni della Fondazione Con il Sud, svoltesi a Napoli nel Complesso monumentale Donnaregina, in un netto richiamo alle responsabilità dell’intero sistema Paese sul tema Mattarella giovani Sud.
Il Capo dello Stato, accolto dal presidente della Regione Campania Roberto Fico, dal sindaco Gaetano Manfredi, dal presidente del Consiglio Regionale Massimiliano Manfredi e dal cardinale Mimmo Battaglia, ha preso la parola per sottolineare che frenare l’emorragia demografica meridionale non è una questione locale, ma un obiettivo strutturale di primaria rilevanza collettiva.
Il discorso ha posto al centro l’azione della rete di fondazioni bancarie e del Terzo settore, riuniti sotto l’egida di ACRI e del Forum del Terzo settore, capaci di creare opportunità pratiche laddove spesso si sono registrati vuoti istituzionali.
I quattro verbi del Capo dello Stato: la formula contro lo spopolamento
Nel corso del suo intervento all’evento «Sud Vivo», Mattarella ha richiamato direttamente le linee guida dell’attività sociale: restare, tornare, arrivare e scegliere.
“Chi nasce nel Meridione possa scegliere liberamente di restarvi, possa tornarvi se ha fatto esperienza altrove, e possa allora aggiungersi chi viene da fuori per arrivare nel Meridione. E questo è una chiave di sviluppo dell’intero Paese, interesse nazionale dell’Italia, e quanti lavorano a questo scopo svolgono un compito prezioso nella vita della nostra comunità nazionale.”
La libertà di scelta resta il vero snodo politico ed economico: partire deve costituire un’opzione di crescita personale o professionale, mai una condanna imposta dall’assenza di sbocchi lavorativi e infrastrutturali.
Per il sindaco Gaetano Manfredi, attirare investimenti e rendere vivibili i centri urbani richiede lavoro qualificato e servizi pubblici solidi, elementi indispensabili per evitare che i percorsi universitari si traducano in una costante perdita di competenze verso il Nord o l’estero.
I numeri della crisi demografica tra spopolamento e fuga dei giovani
Le parole del Presidente poggiano su uno scenario numerico allarmante, documentato dalle rilevazioni presentate nel corso dell’incontro napoletano.
Lo spopolamento genera conseguenze dirette sulla tenuta dei conti pubblici, sui servizi sanitari e sulla vitalità economica dell’intera penisola, come ribadito dal presidente della Fondazione Con il Sud Stefano Consiglio.
I dati che fotografano l’emergenza
I dati elaborati dall’indagine Demopolis e le serie storiche Istat certificano la vastità del fenomeno migratorio interno ed estero:
| Fattore demografico analizzato | Dato percentuale o proiezione numerica |
|---|---|
| Italiani preoccupati per lo spopolamento | 73% su base nazionale (81% al Sud) |
| Allarme per la partenza dei giovani verso Nord o estero | 82% a livello nazionale (92% al Sud) |
| Perdita di residenti registrata tra il 2001 e il 2023 | Circa 730mila abitanti in meno nel Mezzogiorno |
| Proiezione Istat contrazione popolazione entro il 2080 | Circa 8 milioni di abitanti in meno |
Mito da sfatare: la crisi del Sud non è una questione geografica isolata
Un errore diffuso consiste nel catalogare l’abbandono delle aree meridionali come una debolezza circoscritta esclusivamente alle regioni del Sud.
La realtà dimostra l’esatto contrario: quando un’area che raccoglie un terzo della popolazione nazionale riduce la propria base produttiva e giovanile, l’intero prodotto interno lordo italiano perde slancio e capacità contributiva.
Come ricordato durante l’incontro, la denatalità è un’emergenza condivisa da otto italiani su dieci a prescindere dalla latitudine: separare le sorti del Meridione dal destino delle regioni settentrionali significa compromettere la stabilità previdenziale e sociale di tutti.
La visita al Duomo e la scultura simbolo
Al termine dei lavori, Mattarella ha visitato gli scavi archeologici del Duomo di Napoli per verificare l’avanzamento dei cantieri del quadriportico della Stefania, accompagnato dal cardinale Mimmo Battaglia.
Prima dell’ingresso nell’area archeologica, l’attenzione delle istituzioni si è posata sulla scultura “Sheltering” dell’artista Timothy Schmalz, opera che raffigura una persona senza dimora protetta da una coperta sollevata da una colomba in volo.
Un’immagine che richiama la necessità di unire protezione sociale e percorsi concreti di rilancio economico.
💬 La sfida della restanza tocca da vicino il futuro delle prossime generazioni e la tenuta economica dell’Italia intera.
✨ La creazione di lavoro stabile e servizi efficienti resta l’unico strumento per trasformare la permanenza nel Mezzogiorno in una reale opportunità.
👇 Pensi che le attuali condizioni lavorative permettano davvero ai giovani di scegliere di restare al Sud? Scrivi la tua esperienza nei commenti.

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