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Maxiemergenze e 118, da Messina la svolta operativa per i grandi disastri: tra mobilitazione CROSS e standard ISS
La gestione degli eventi catastrofici richiede un salto di qualità operativo immediato: a Messina il sistema delle maxiemergenze soccorso 118 definisce nuovi standard di risposta puntando su coordinamento interforze, mobilitazione rapida della Centrale Remota Operazioni Soccorso Sanitario (CROSS) e linee guida validate dall’Istituto Superiore di Sanità. Nella cornice di Palazzo Zanca, esperti del settore sanitario, tecnici e amministratori hanno fissato i punti fermi per impedire che il caos paralizzi la catena dei soccorsi quando un incidente su vasta scala colpisce un territorio fragile.
Il convegno “Quando l’emergenza diventa MAXI – Coordinamento e Risposta del Sistema 118”, promosso da Co.E.S. Sicilia guidata dalla presidente Valentina Pantalena e patrocinato dal Comune di Messina insieme a SEUS 118 Sicilia, ha aperto un confronto diretto tra le diverse anime dell’intervento sul campo. A moderare i lavori Giuseppe Catalano, evidenziando come la risposta a un evento complesso non si improvvisi nel momento del disastro.
Il presidente di SEUS 118 Sicilia, Riccardo Castro, ha posto l’accento sul Modulo Regionale Maxiemergenze, dispositivo strategico dotato di mezzi, risorse dedicate e personale qualificato da schierare rapidamente negli scenari ad altissima intensità. Castro ha rimarcato la necessità di continuare a investire nella formazione continua, nell’organizzazione interna e nel potenziamento delle risorse umane, consolidando il raccordo tra le istituzioni regionali e la rete operativa di primo soccorso.
Memoria operativa: le lezioni di Pistunina, Giampilieri e Segesta
La gestione tecnica dei soccorsi poggia sull’analisi rigorosa di ciò che la storia recente ha insegnato. Nel corso dell’incontro, il sindaco di Messina Federico Basile ha richiamato traumi profondi del territorio peloritano come l’alluvione di Giampilieri, l’incidente marittimo del Segesta e il crollo di Pistunina. Proprio quest’ultimo evento ha fornito l’analisi tecnica di come soccorso sanitario, vigili del fuoco e Protezione civile debbano agire come un unico organismo privo di sovrapposizioni.
«Di fronte a un’emergenza servono metodo, preparazione e coordinamento»
Basile ha ribadito l’impegno costante dell’amministrazione locale attraverso la propria struttura di Protezione civile, ringraziando la SEUS 118 per il riconoscimento alla resilienza mostrata dalla cittadinanza durante i giorni del crollo di Pistunina. Senza un piano preventivo codificato, anche le migliori intenzioni rischiano di scontrarsi con colli di bottiglia logistici e ritardi nell’ospedalizzazione dei feriti critici.
Falso mito: l’emergenza comincia quando scatta la sirena?
Una convinzione errata molto comune tra i non addetti ai lavori è ritenere che l’efficacia del soccorso dipenda unicamente dalla velocità dei mezzi una volta scattata la chiamata al numero unico. La realtà operativa documentata dagli addetti ai lavori dimostra l’esatto contrario: la risposta a un evento distruttivo si decide mesi prima, attraverso protocolli standardizzati, triage avanzato sul posto ed esercitazioni congiunte tra sanitari e tecnici.
Se mancano canali di comunicazione unificati o un censimento in tempo reale dei posti letto negli ospedali limitrofi, l’invio massiccio di ambulanze può generare l’intasamento delle vie di fuga e dei pronto soccorso. Per questo motivo, la preparazione a monte costituisce l’unico vero fattore salvavita.
Il raccordo nazionale: il ruolo della CROSS e i protocolli ISS
Un capitolo primario del vertice ha riguardato l’integrazione con i vertici nazionali del soccorso sanitario. Massimo D’Angelo, Direttore Generale di Azienda Zero Piemonte, ha illustrato il ruolo strategico della Centrale Remota Operazioni Soccorso Sanitario (CROSS), la struttura nazionale attivata per gestire e redistribuire i carichi di pazienti su scala sovraregionale quando le strutture locali risultano saturate o inagibili.
Accanto alla gestione dei flussi, Alessio Lubrani, presidente di SISMAX (Sistema Integrato dei Soccorsi in Maxiemergenza), ha presentato le raccomandazioni di buona pratica clinico-assistenziale approvate e pubblicate dall’Istituto Superiore di Sanità. Queste linee guida fissano criteri scientifici incontrovertibili per la selezione, il trattamento sul campo e l’evacuazione rapida dei feriti, riducendo al minimo la discrezionalità dei singoli operatori nelle fasi di massimo stress.
La gestione dei grandi eventi complessi è stata analizzata da Furio Zucco della FEU (Fondazione per l’Emergenza e l’Urgenza), mentre Daniele Orletti per Co.E.S. Italia ha portato il punto di vista dei professionisti dell’emergenza territoriale. Ai lavori hanno partecipato anche figure istituzionali come il presidente del Consiglio comunale Massimo Minutoli, i deputati regionali Giuseppe Laccoto, Calogero Leanza e Antonio De Luca, insieme ai rappresentanti dell’Autorità di Sistema Portuale con il dottor Rizzo.
| Dispositivo / Ente | Funzione nelle Maxiemergenze |
|---|---|
| Modulo Regionale Maxiemergenze SEUS | Schieramento rapido di mezzi speciali, PMA (Posto Medico Avanzato) e personale specializzato sul teatro dell’evento. |
| Centrale CROSS | Coordinamento sovraregionale delle risorse sanitarie e ridistribuzione nazionale dei pazienti gravi. |
| Linee Guida ISS / SISMAX | Applicazione di pratiche cliniche e protocolli di triage validati scientificamente per uniformare gli interventi. |
| Protezione Civile e Soccorso Tecnico | Messa in sicurezza dell’area operativa, rimozione pericoli e supporto logistico integrato al personale sanitario. |
I passaggi chiave della catena di soccorso sul campo
Quando un evento critico supera la soglia della normalità operativa, gli equipaggi del 118 attivano una serie sequenziale di manovre standardizzate per garantire la massima efficacia assistenziale:
- Valutazione della scena e autoprotezione: individuazione dei confini dell’area rossa, esclusione di pericoli evolutivi per i soccorritori e primo dimensionamento del numero di persone coinvolte.
- Allertamento della catena di comando: notifica immediata alla centrale operativa provinciale per l’eventuale ingaggio delle direzioni regionali e della struttura CROSS.
- Allestimento del Posto Medico Avanzato (PMA): creazione di una tendostruttura campale o di un’area protetta per stabilizzare le funzioni vitali prima del trasferimento ospedaliero.
- Triage extraospedaliero codificato: applicazione delle raccomandazioni dell’Istituto Superiore di Sanità per assegnare le priorità di evacuazione mediante codici colore universali.
- Regolazione delle evacuazioni: smistamento pianificato delle ambulanze verso i vari presidi ospedalieri per evitare il sovraffollamento dei punti di primo intervento vicini al luogo del disastro.
💬 La capacità di reazione a scenari catastrofici rappresenta una prova decisiva per l’efficienza dei sistemi sanitari regionali.
📱 Il coordinamento tra 118, Protezione civile e centrali operative nazionali dimostra che la sicurezza collettiva si fonda su protocolli condivisi e formazione continua.
👇 Qual è la tua esperienza o la tua opinione sull’efficienza dei soccorsi in situazioni di emergenza complessa? Scrivici nei commenti qui sotto.

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