Moschea di Mestre da 20 milioni: stop al progetto e diffida di 30 giorni per i bilanci
Il progetto per la costruzione della nuova grande moschea di Mestre finisce sotto doppio vincolo burocratico e politico. Dopo il blocco imposto dal Comune di Venezia, l’associazione “Giovani per l’umanità”, presieduta da Prince Howlader, ha ricevuto una diffida ufficiale da parte della Regione Veneto.
L’ente regionale impone di regolarizzare entro trenta giorni il deposito dei bilanci relativi agli anni dal 2022 al 2025, obbligo previsto per le Associazioni di Promozione Sociale (Aps) iscritte al Registro unico nazionale del Terzo settore.
I nodi contabili e la linea difensiva
I vertici dell’associazione hanno comunicato di aver già inoltrato alle testate televisive nazionali l’elenco completo delle offerte incassate per documentare l’origine del denaro.
«Siamo un’associazione privata piccola, non abbiamo preso un centesimo dallo Stato», ha precisato Howlader durante una recente intervista televisiva su La7 nel programma L’aria che tira, assicurando che la documentazione contabile richiesta sarà presentata tramite i propri consulenti fiscali.
Il piano da oltre 21 milioni in via Giustizia
L’operazione immobiliare complessiva prevede una spesa vicina ai 21,5 milioni di euro. Un milione e mezzo è destinato all’acquisto del lotto da 8.000 metri quadrati dell’ex segheria di via Giustizia, a ridosso della ferrovia, mentre altri 20 milioni serviranno a coprire i costi di edificazione della struttura.

Dopo la firma del preliminare di vendita lo scorso anno, a fine luglio l’associazione ha versato la prima quota per il terreno. Da quel momento la raccolta economica tra la comunità bengalese ha registrato un forte incremento, sostenuta da versamenti e bonifici bancari arrivati da imprenditori e fedeli.
Le collette tra i fedeli e l’intervento della politica
Le donazioni erano state promosse pubblicamente già durante il mese di Ramadan, con striscioni allestiti per registrare l’avanzamento dei fondi raccolti, inclusi piccoli contributi simbolici da parte di minorenni.
La questione finanziaria legata al cantiere di Mestre ha richiamato l’attenzione della politica nazionale. Il vicepremier Matteo Salvini ha annunciato l’intenzione di varare una nuova stretta legislativa per imporre la totale tracciabilità dei flussi finanziari provenienti dall’estero e destinati a luoghi di culto islamici.
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