Un sacerdote intervistato nel film riassume il fenomeno con lucidità: la folla negli stadi non cerca un semplice concerto rock, pretende una riconciliazione. Quella messa in scena è una vera e propria cerimonia di rinascita collettiva.
Presentato fuori concorso all’83esima Mostra del Cinema di Venezia e in arrivo nelle sale dal 10 settembre, Oasis: Don’t Look Back in Anger affronta il mito della band di Manchester. I registi Will Lovelace e Dylan Southern certificano il peso storico del gruppo fondato nel 1991 e imploso il 28 agosto 2009 dietro le quinte del festival parigino Rock en Seine.
La sceneggiatura di Steven Knight e la tensione tra fratelli
L’opera nasce su commissione con un intento preciso: ripulire quindici anni di veleni pubblici e sostituirli con una narrazione basata sull’affetto ritrovato. La scrittura porta la firma di Steven Knight, creatore della serie Peaky Blinders.
Knight imposta la prima parte della narrazione su una costante incertezza. Lo spettatore percepisce il rischio concreto che l’equilibrio precario tra i due protagonisti possa crollare da un istante all’altro, persino durante una banale sessione in studio.
Noel il metodico, Liam l’istintivo
Il racconto poggia sui ruoli storici assegnati ai musicisti: Noel rappresenta il professionista pragmatico, Liam la scheggia impazzita. Il film evita scientemente di spiegare le trattative economiche o i retroscena che hanno sbloccato la situazione dopo tre lustri di silenzio.
Conta solo il dato di fatto tangibile. La band ha organizzato un mastodontico tour mondiale negli stadi senza alcun nuovo disco da vendere: l’evento stesso basta a giustificare l’intera operazione.
Il montaggio e l’impatto visivo del tour mondiale
Abbandonata la sala prove, la macchina da presa segue i concerti in giro per i continenti. Il montaggio serrato curato da George Cragg e Martina Zamolo alterna brani dal vivo a filmati d’archivio e interviste ai sostenitori presenti tra il pubblico.
La regia registra gli sguardi sbigottiti dei fan, divisi tra l’adrenalina per i brani storici e il timore che un litigio improvviso possa interrompere la tournée all’improvviso.
Lovelace e Southern immortalano gli abbracci e le intese nel backstage tra Liam e Noel, trasformando un’operazione commerciale in un racconto visivo solido e dal ritmo travolgente.

