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Pamela Genini, violati i sigilli nella casa del delitto a Milano: rubati i gioielli, scatta un nuovo sequestro
L’appartamento di via Iglesias 33 a Milano, dove la ventinovenne Pamela Genini è stata uccisa con 76 coltellate dall’ex compagno Gianluca Soncin il 14 ottobre 2025, è finito nuovamente sotto sequestro giudiziario. Chi si è introdotto nell’abitazione ha violato i sigilli ufficiali, ha aperto la porta d’ingresso con le chiavi e ha fatto sparire preziosi e oggetti personali della modella, lasciando dietro di sé una serie di tracce inquietanti.
La scoperta è avvenuta nel quartiere Gorla subito dopo la notifica del primo dissequestro dell’immobile, disposto a margine della chiusura delle indagini per femminicidio. Il proprietario della casa, un parente della vittima, ha varcato la soglia per verificare le condizioni dell’alloggio e si è accorto immediatamente dell’ammanco di diversi monili appartenuti alla giovane.
La Polizia è intervenuta sul posto per eseguire nuovi rilievi tecnici sia nella zona giorno che nel soppalco adibito a zona notte. Gli agenti hanno riscontrato la manomissione evidente dei visti giudiziari apposti alla porta, trovando i portagioie svuotati e persino un paio di guanti in lattice abbandonati nella stanza da letto.
I rilievi della Polizia e il giallo delle chiavi
L’assenza di segni di effrazione sul portone d’ingresso restringe il campo delle possibilità investigative. L’autore del blitz conosceva la disposizione dell’abitazione e sapeva esattamente come entrare senza allarmare il vicinato.
La dinamica solleva interrogativi pesanti sulla sicurezza dei beni sottoposti a custodia giudiziaria.
“Ennesima calunnia, io non credo che questa ipotesi provenga dalla polizia. Lo smentisco, è una vergogna.”
Con queste parole la madre di Pamela Genini, Una Smirnova, ha respinto duramente davanti alle telecamere l’insinuazione che dietro la sparizione dei monili possa esserci un componente della famiglia. La donna ha ribadito con forza il proprio dolore, confermando che nessun familiare possedeva le chiavi di quell’alloggio.
Cosa è stato trovato all’interno dell’alloggio
- Sigilli giudiziari forzati: i contrassegni legali applicati dalle autorità all’ingresso sono stati manomessi per consentire l’accesso.
- Serratura intatta: la porta non presenta tracce di scasso o forzatura tramite arnesi da scasso.
- Portagioie aperti e svuotati: i contenitori dove la modella custodiva monili e ricordi personali sono stati ripuliti.
- Guanti in lattice usati: i guanti, di provenienza sconosciuta, sono stati lasciati sul pavimento della camera da letto e ora sono al vaglio per l’estrazione di eventuali profili biologici.
Dalla convinzione comune ai riscontri oggettivi
Una diffusa convinzione iniziale ipotizzava l’opera di ladri d’appartamento occasionali, attirati da una casa rimasta a lungo disabitata. I rilievi tecnici smentiscono radicalmente questa ricostruzione: i malviventi comuni forzano le serrature o scardinano gli infissi, mentre in via Iglesias chi ha agito possedeva una copia esatta delle chiavi d’accesso.
Resta aperto l’interrogativo su chi potesse disporre di un duplicato oltre all’assassino, il quale prima dell’omicidio si era introdotto nell’abitazione proprio grazie a chiavi duplicate segretamente.
| Elemento analizzato | Dettaglio riscontrato dalle autorità |
|---|---|
| Stato della porta d’ingresso | Nessuna effrazione, accesso avvenuto tramite chiavi |
| Sigilli della Procura | Manomessi abusivamente prima della riapertura ufficiale |
| Reperti abbandonati | Guanti in lattice lasciati nella zona notte |
| Beni sottratti | Monili, gioielli e oggetti personali della vittima |
| Provvedimento attuale | Nuovo sequestro penale per furto aggravato |
Il compagno della madre di Pamela Genini ha pubblicamente avanzato l’idea che a compiere il gesto possa essere stato qualcuno animato da un’ossessione per la giovane, escludendo fermamente piste interne alla cerchia parentale.
La Procura ha blindato nuovamente l’appartamento per congelare la scena e consentire al personale specializzato della scientifica di isolare ogni traccia utile a dare un volto all’intruso.
💬 Una vicenda giudiziaria che si arricchisce di dettagli inquietanti e riaccende i riflettori sulla tutela della memoria delle vittime.
📱 Il mistero delle chiavi e dei guanti abbandonati apre scenari investigativi del tutto inattesi.
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