I cantieri sulla strada provinciale 347 del passo Cereda e Duran non si fermano. La circolazione tra Val di Zoldo e l’Agordino subisce un nuovo blocco programmato dal 2 settembre al 30 ottobre, riaccendendo la protesta degli operatori economici locali dopo le chiusure già subite a giugno e luglio.
I dettagli dell’ordinanza e le fasce di stop
L’intervento riguarda il consolidamento della sede stradale in comune di Val di Zoldo. I cartelli multilingue posizionati sui versanti del valico segnalano il divieto di transito dal chilometro 47,400 al chilometro 47,800, in località Le Vare.
La circolazione è interrotta nei giorni feriali secondo quattro fasce orarie distinte: dalle 8 alle 10, dalle 10.15 alle 12, dalle 13 alle 15 e dalle 15.15 alle 17. Il passaggio resta libero il sabato, la domenica e nei giorni festivi infrasettimanali.
Le ripercussioni su pendolari e turismo su due ruote
Il versante agordino rimane accessibile, ma le brevi finestre orarie penalizzano il flusso di ciclisti e motociclisti che frequentano le Dolomiti nei mesi di settembre e ottobre. I pendolari sono costretti a riorganizzare i propri spostamenti quotidiani per evitare di rimanere bloccati.
«Per la sesta stagione estiva il passo è interessato da manutenzioni e interruzioni», sottolinea Omar Da Roit del panificio El Forner di La Valle. «Subiremo un notevole danno economico in un periodo tradizionalmente caratterizzato da grande passaggio».

La protesta dei gestori dei rifugi a quota 1.600 metri
Il passo rappresenta uno snodo strategico per gli escursionisti dell’Alta Via n. 1. A quaranta minuti dal valico si trova il rifugio Carestiato, gestito da Diego Favero, che contesta la tempistica scelta per le opere.
«Bastava iniziare i lavori i primi di ottobre», spiega Favero. «La programmazione è stata fatta a senso unico. Abbiamo le prenotazioni dell’Alta Via, ma a mezzogiorno non arriva nessuno con la strada sbarrata».
Poco distante, a 1.600 metri di quota, operano il rifugio San Sebastiano e il rifugio Tomè, gestito da Giorgio Venturelli insieme alla moglie Vittoria Dorotei. La struttura aveva appena riaperto dopo importanti lavori di ristrutturazione.
«La chiusura di luglio è stata devastante, con giornate a zero coperti e sei dipendenti da pagare», evidenzia Venturelli. «Se l’intervento fosse iniziato a metà settembre avremmo avuto un po’ d’ossigeno. Ad agosto molte persone non sono salite perché Google Maps segnalava erroneamente il passo chiuso per l’intero mese, dirottando i navigatori verso Staulanza o Belluno. La Regione e le amministrazioni devono tutelare l’economia turistica della val di Zoldo».

