La Tunisia si prepara a ospitare dal 6 al 18 settembre l’esercitazione multinazionale «Phoenix Express». L’operazione, coordinata a stretto contatto con il Comando degli Stati Uniti per l’Africa (Africom), mobiliterà circa 400 militari e osservatori internazionali.
L’obiettivo dichiarato dal ministero della Difesa di Tunisi è blindare la sicurezza delle rotte nel Mediterraneo. Le attività punteranno a contrastare i traffici illeciti, il contrabbando e la tratta di esseri umani.
Le nazioni coinvolte e i mezzi in mare
Oltre al Paese ospitante, sono tredici le nazioni pronte a scendere in campo per le manovre congiunte. Tra queste figurano l’Italia, gli Stati Uniti, la Francia, la Spagna, il Belgio e Malta.
Il contingente include anche le marine di Algeria, Libia, Marocco, Egitto, Turchia e Georgia. Le attività operative vedranno l’impiego diretto di cinque navi da guerra coordinate in diversi quadranti operativi.
Il programma delle manovre
L’addestramento unisce sessioni teoriche in aula a simulazioni pratiche in mare aperto. Gli equipaggi testeranno scenari di abbordaggio, ispezione e sequestro di imbarcazioni sospette secondo gli standard internazionali.
I moduli formativi comprendono la gestione di emergenze sanitarie a bordo, il primo soccorso in ambiente ostile e le normative giuridiche che regolano gli interventi marittimi internazionali.
Tecnologie senza pilota e intelligence marittima
Una parte centrale delle operazioni è dedicata all’impiego operativo di veicoli di superficie senza equipaggio (USV). I droni navali lavoreranno a supporto della sorveglianza e dell’intelligence marittima.
I reparti specializzati simuleranno inoltre risposte rapide a minacce non convenzionali, con procedure specifiche per scenari di rischio chimico e biologico.
Africom punta a consolidare l’interoperabilità tra le forze navali europee e nordafricane, accelerando lo scambio di informazioni in tempo reale e il controllo integrato delle acque mediterranee.

