L’accusa di falso ideologico sulla Monselice-Mare
La Procura ha chiesto il rinvio a giudizio per Massimo Cavazzana, sindaco di Tribano, con l’accusa di falso ideologico. Secondo gli inquirenti, il primo cittadino avrebbe alterato le statistiche sui sinistri lungo la Strada Regionale 104 per ottenere l’autorizzazione a installare due autovelox.
L’inchiesta è partita dopo un esposto presentato da Roberto Bazzarello, consigliere comunale di minoranza. Secondo l’opposizione, la richiesta di installazione dei dispositivi non rispondeva a reali esigenze di sicurezza stradale, ma all’obiettivo di incrementare le entrate comunali.
I numeri contestati e l’ombra di Fleximan
Al centro del procedimento giudiziario c’è un documento munito di firma digitale. Nel testo venivano registrati 22 incidenti con 35 feriti e nessun decesso tra il 2016 e il 2020 nel tratto comunale della Monselice-Mare.
Sulla base di tali cifre, la Prefettura concesse il via libera a un solo dispositivo di rilevamento della velocità, posizionato nell’agosto 2023. L’apparecchio è rimasto operativo per poche settimane: il 3 ottobre dello stesso anno è stato abbattuto da Fleximan e non è mai stato ripristinato.
La replica del sindaco Cavazzana
Il primo cittadino respinge ogni accusa, sostenendo di non aver mai redatto né sottoscritto quella documentazione. Cavazzana ha precisato che al momento dell’invio formale dell’atto si trovava impegnato nei lavori di una commissione provinciale.
«Dell’udienza preliminare ho saputo attraverso i giornalisti e non dagli organi ufficiali», ha riferito Cavazzana, confermando di essersi già confrontato con i magistrati per chiarire la propria posizione. Il sindaco si dichiara convinto della correttezza del proprio operato a tutela della viabilità sulla SR 104 e attende l’udienza fissata per il prossimo gennaio.

