La tentazione di svuotare i conti prima della successione
Ricevere un’eredità comporta spesso l’onere di affrontare imposte di successione particolarmente gravose a seconda delle normative territoriali applicate.
Nel 2023 il Consejo General del Notariado ha registrato il record di 56.108 eredità rifiutate, una quota pari a un caso su sei rispetto alle 354.255 successioni complessive.
La ragione principale dietro la rinuncia resta l’incapacità economica di liquidare l’imposta sulle successioni e donazioni, da presentare inderogabilmente entro sei mesi dalla data della morte.
Come precisato dall’istituto bancario BBVA, l’imposta si applica a qualsiasi trasmissione gratuita di beni o diritti tra persone fisiche avvenuta mortis causa.
Davanti a tali costi fiscali, molti ipotizzano il prelievo preventivo del denaro dal conto corrente del titolare prima della scomparsa, una scelta che genera gravi conseguenze legali.
Cosa succede se si preleva denaro da un conto prima del decesso del titolare.
L’avviso dei notai sulle movimentazioni bancarie sospette
La notaia María Cristina Clemente Buendía ha illustrato i rischi di questa manovra, spiegando come il prelievo di somme prima della morte dell’intestatario esponga gli eredi a verifiche severe con il Fisco.
I problemi maggiori riguardano i movimenti finanziari effettuati nell’anno precedente al decesso.
L’amministrazione tributaria interpreta queste operazioni come un’accettazione tacita dell’eredità, imponendo l’obbligo di liquidare la relativa tassa.

La fattispecie non riguarda le spese ordinarie o straordinarie documentabili, bensì lo svuotamento intenzionale dei conti correnti pianificato per sottrarre liquidità alla base imponibile.
Nei mesi precedenti alla morte, soggetti formalmente autorizzati a operare sui conti eseguono prelievi giustificandoli con l’assistenza al malato, commettendo uno degli illeciti successori più frequenti.
Prelievi di denaro dal conto prima della morte del titolare e problemi con il Fisco.
Perdita della rinuncia e sanzioni pecuniarie
I codici civili dispongono che gli eredi che abbiano occultato o sottratto beni appartenenti all’asse ereditario perdano irrevocabilmente la facoltà di rinunciare all’eredità.
In questo scenario, i responsabili vengono qualificati come eredi puri e semplici, facendosi carico di eventuali debiti ereditari oltre alle sanzioni penali previste.
Presunzione legale e ricarichi fino al 150%
La legge sull’imposta di successione presume che tutti i beni appartenuti al defunto durante l’anno precedente alla morte facciano parte della massa ereditaria.
L’unica eccezione ammessa sussiste in presenza di una prova documentale certa che attesti il trasferimento legittimo di tali beni a persone terze diverse dagli eredi.
Secondo lo studio legale Ignacio Martínez, l’omesso versamento dell’imposta successoria entro le scadenze legali comporta sanzioni finanziarie comprese tra il 50% e il 150% dell’importo totale dovuto.



