Cinquanta minuti di blocco delle attività sanitarie, porte prese a pugni e pazienti in fuga dalla sala d’aspetto. Tra le 18:30 e le 20:00, il pronto soccorso di via delle Palme ad Aprilia è finito sotto assedio da parte di circa trenta persone.
Per ripristinare la calma e mettere in sicurezza i sanitari sono dovute intervenire cinque pattuglie tra carabinieri, polizia di Stato e polizia locale.
Il decesso durante il trasporto e la corsa in ospedale
L’allarme è scattato in seguito a un intervento del 118 per un uomo di 64 anni, colto da un improvviso arresto cardiaco nella propria abitazione. Nonostante i tentativi di rianimazione eseguiti dal personale medico a bordo del mezzo di soccorso, il paziente è deceduto prima di raggiungere la struttura ospedaliera.
La notizia del ricovero imminente ha richiamato in via delle Palme un folto gruppo di parenti. In pochi minuti, circa trenta congiunti hanno raggiunto il presidio sanitario tentando di accedere ai locali interni.
La sala d’attesa evacuata e lo stop alle cure
La folla ha forzato il passaggio della sala d’attesa, urlando contro il personale e sferrando colpi contro porte e pareti divisorie. I pazienti seduti in attesa del proprio turno hanno abbandonato l’edificio per paura di conseguenze fisiche.
Per salvaguardare l’incolumità di medici e infermieri, i responsabili del presidio hanno interrotto immediatamente le prestazioni e allertato il numero unico di emergenza.
«C’era gente che urlava e sbatteva contro le porte, volevano entrare a ogni costo. La situazione stava degenerando e siamo dovuti scappare tutti all’esterno mentre il servizio veniva sospeso», ha riferito un testimone presente sul posto.
Il cordone delle forze dell’ordine per bloccare le aggressioni
L’intervento è scattato in forze dalla vicina caserma dei carabinieri di via Tiberio con due gazzelle, a cui si sono aggiunte due volanti del commissariato di polizia di via Monticello e una vettura della polizia locale.
Gli operatori di sicurezza si sono posizionati a presidio dei varchi d’accesso, creando un cordone che ha impedito intrusioni nel reparto e fermato l’escalation prima che scattassero violenze fisiche dirette contro il personale di turno.
La conferma ufficiale della morte del 64enne è stata comunicata ai congiunti circa venti minuti dopo l’arrivo dei rinforzi, scatenando grida e proteste ma senza ulteriori tentativi di sfondamento.
Testimoni bloccati all’esterno: servizio paralizzato per quasi un’ora
Il blocco della struttura ha paralizzato l’accettazione e l’assistenza per quasi un’ora, lasciando decine di utenti all’esterno dei cancelli senza la possibilità di accedere al triage.
«Sono qui dalle cinque del pomeriggio per mio fratello che si trova dentro. Non posso avvicinarmi per chiedere notizie perché la situazione è rimasta ingestibile per oltre un’ora», ha raccontato una donna rimasta ferma sul piazzale antistante la struttura.

