Quasi 100 figuranti e dialetto antico: la civiltà contadina riprende vita a Sappada

Quasi 100 figuranti e dialetto antico: la civiltà contadina riprende vita a Sappada
Quasi 100 figuranti e dialetto antico: la civiltà contadina riprende vita a Sappada

La vita alpina di un tempo riprende forma tra Cima e Cretta

Le storiche borgate sappadine di Cima (Zepodn) e Cretta (Krètte) sono tornate indietro nei secoli per la quinta edizione di “C’era una volta Sappada”. La rievocazione storica incentrata sulle radici della civiltà contadina ha trasformato i vicoli montani in un percorso museale all’aperto, attirando residenti e visitatori.

Quasi cento figuranti volontari hanno indossato abiti tradizionali per riproporre le attività quotidiane del passato. Tra le stalle d’epoca e le case in pietra e legno, il pubblico ha osservato da vicino la cura del bestiame, le faccende domestiche, i lavori artigianali e l’agricoltura di montagna.

Il ruolo di S’Kottlars Haus e l’antico sappadino

Il cuore dell’evento si è concentrato attorno a S’Kottlars Haus, l’antica casa museo di Borgata Cretta. Le sue stanze sono state rianimate dai gesti scanditi dai cicli stagionali di un tempo.

A rafforzare l’ambientazione storica è stato l’uso dell’antico sappadino, la parlata germanofona locale utilizzata dai figuranti durante i laboratori e le dimostrazioni pratiche.

La manifestazione è stata organizzata dall’Associazione Zepodar Sende con l’Associazione Plodar, il Consorzio Sappada Dolomiti Turismo e il supporto di Promoturismo FVG. Gli organizzatori hanno spiegato che l’obiettivo primario resta la trasmissione del patrimonio immateriale alle nuove generazioni attraverso la testimonianza diretta della comunità.

L’identità locale traina il turismo di settembre

L’afflusso registrato durante il pomeriggio del 5 settembre ha confermato il cambiamento nelle abitudini dei viaggiatori che scelgono la montagna a fine estate.

«A settembre i visitatori cercano esperienze autentiche, cultura e contatto diretto con le comunità locali», ha spiegato Monica Bertarelli, direttrice del Consorzio Turistico di Sappada. «Manifestazioni come questa valorizzano l’identità del territorio al di fuori dell’altissima stagione, trasformando il turista da semplice spettatore a parte integrante della nostra storia».

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